Vernavola, i residenti firmano contro il cantiere
di Anna Ghezzi wPAVIA «Vede? Qui erano tutti alberi. Parco della Vernavola. Mai avremmo pensato che costruissero ancora, dopo gli anni Settanta». Giorgio De Bernardi dalla sua terrazza mostra ciò che resta del parco della Vernavola, tra una cementificazione e l'altra: «Questo condominio (Iris, ndr) è del 1969, dalle nostre case alla Vernavola ci sono trenta metri almeno. Lì, invece, la roggia fa la curva, le case sono sulla riva». I residenti di Strada Cascina Spelta lo sanno che ormai è troppo tardi, che le palazzine del residenziale Costa Verde della Cortazza srl sono già quasi tutte su, ma hanno preso il coraggio a due mani e ora vogliono chiarezza. «Stiamo preparando un esposto che sarà protocollato in Comune – spiega Patrizia De Leo, che abita ormai all'ombra del nuovo complesso residenziale, con le betoniere sotto le finestre –. Sono rimasta scottata dalla storia dell'inquinamento acustico, la ditta non aveva i permessi per lavorare, come faceva, in deroga al regolamento comunale dalle 7 alle 21 e oltre, nessuno veniva a controllare nonostante le segnalazioni, e per avere l'emissione dell'ordinanza che impone il rispetto delle fasce orarie e i lavori rumorosi limitati tra le 8 e le 12 e tra le 14 e le 17 ho dovuto interpellare l'assessore e presentarmi in municipio per una settimana, seguendo tutto passo passo. E alla fine è arrivata anche la sanzione, perché non rispettavano gli orari imposti dal Comune. Ora chiediamo chiarezza sul cantiere». In viale Lodi le case sono spuntate proprio a ridosso della roggia Vernavola, impossibile non vederle: davanti è parcheggiato un bus, si tratta dell'ufficio vendite. «Siamo preoccupati», dicono in molti all'ombra delle case, ancora memori di quando l'immobiliare aveva prima messo, e poi tolto, il cartello con la pubblicità di vendita dopo un articolo sul giornale. «Io avevo scritto al Comune quando avevo saputo che qui avrebbero costruito – afferma Carla Vidali – Ma non mi ha mai risposto nessuno. E ora non possiamo fare nulla». La settimana prossima si raccoglieranno adesioni all'esposto, e già in tanti si dicono pronti a firmare: «Non c'è solo la questione del rumore – spiega Francesco Paveri – Costruendo così vicino ci hanno rubato la luce, ma non dipende da loro: se hanno fatto i balconi a pochi metri dalle altre case, evidentemente potevano farlo, il problema è di chi ha dato l'autorizzazione...». E il fratello aggiunge: «In più c'è la questione della fognatura: noi abbiamo pagato oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, e siamo ancora senza fogna: scarichiamo nella Vernavola. Ci avevano detto che c'erano dei fondi regionali, ma le fogne ancora non ci sono: e ora che l'immobiliare ha iniziato il collettamento degli scoli per un terzo della via il Comune dice che siamo noi a dover pagare la fogna, e non solo l'allacciamento. Perché?».