Terremoto, task force anti-mafia
BOLOGNA Una task force operativa dalla fine di agosto e guidata da Cono Incognito, il dirigente del gruppo investigativo palermitano che ha coordinato l'arresto dei fratelli Lo Piccolo e Bernardo Provenzano. Si chiama Girer-Gruppo interforze ricostruzione Emilia-Romagna e, agli ordini del poliziotto che ha messo fine alla latitanza di Provenzano, avrà il compito di investigare e vigilare contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri del post-terremoto in Emilia e nelle due province fuori regione Mantova e Rovigo, colpite lo scorso maggio. Incognito sarà al vertice di una struttura composta da alcune decine di uomini provenienti da diversi corpi delle forze dell'ordine, attivi sul territorio per evitare che le mafie riescano a mettere mano sulla torta invitante della ricostruzione e dei milioni di euro che fluiranno in Emilia-Romagna per rammendare le ferite del terremoto. Il Girer - è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte il ministro dell'Interno, Anna Maria cancellieri e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani - è il quarto gruppo interforze creato per vigilare su grandi opere e grandi appalti, dopo quelli dedicati all'Expo, alla Tav Torino-Lione e alla ricostruzione a l'Aquila. Il ministro Cancellieri ha fatto presente che l'Emilia Romagna è un territorio caratterizzato da «un'alta moralità» vista la «grande volontà con cui i cittadini hanno saputo reagire al dramma del terremoto»: per questo «sono certa che qui questo gruppo darà frutti straordinari».