«Mercato quasi saturo le ditte non assumono»
E' uscita la graduatoria della Jiao Tong University di Shanghai, che dal 2003 dà i voti alle 500 migliori università del mondo. Pavia fino allo scorso anno rientrava in questa classifica, ma per il 2012 non rientra più nella «top 500». Prima di incontrare un ateneo italiano bisogna scendere alla posizione 100 con l'università di Pisa. Considerando solo l'Italia Pavia lo scorso anno era ventesima, quest'anno è uscita dalla classifica. Un dato che, osservando l'andamento dal 2003, è in continuo calo. Anche se l'ateneo pavese resta in vetta alla classifiche nostrane: prima per Censis-Repubblica, quarta per il Sole 24 Ore. Al vertice della classifica di Shanghai ci sono Harvard, Stanford e il Mit. PAVIA Ricerca su Google: «Annunci laureati farmacia». Ci sono un milione 230mila risultati. Si cerca un laureato a Treviso, uno per una parafarmacia di Torino, a Rho un'azienda farmaceutica cerca un laureato in farmacia, chimica o Ctf (chimica e tecnologie farmaceutiche) con un anno di esperienza per un posto da responsabile di reparto. E poi anche in questo settore non mancano gli stage. E se si aggiunge «Pavia» alla ricerca iniziale? I risultati calano, Google restituisce 179mila pagine. C'è un'azienda farmaceutica di Villanterio che cerca due operatori di produzione, ma può bastare anche il diploma di perito chimico. Un'agenzia interinale cerca invece laureati o diplomati con esperienze in analisi chimiche su materie prime. Offre un lavoro «con prospettive di continuità». Sembra esserci mercato. «Ma se il numero dei laureati aumenta di molto sarà difficile per tutti ottenere un lavoro – spiega Roberto Braschi, presidente dell'ordine dei farmacisti di Pavia – Finora il mercato è sempre stato in grado di assorbire il numero di laureati, ma le cose stanno cambiando». Da due anni Pavia ha introdotto il numero chiuso, soprattutto per l'impossibilità di gestire un numero elevato di studenti senza poter avere aule e laboratori più grandi e anche un numero di docenti maggiore. «Sì da un lato c'è un problema interno alla facoltà – continua Braschi – ma raggiunta la laurea si pone il problema successivo. Le aziende farmaceutiche non assorbono più laureati in Farmacia e le strutture pubbliche sono in un momento in cui stanno rallentando le assunzioni». Quindi? «Ricade tutto sulle farmacie private e sulle parafarmacie – spiega Roberto Braschi – che però non sono più in grado di assorbire tanti laureati. Le parafarmacie stanno aprendo in un numero esagerato, e anche questo mercato sta arrivando alla saturazione. Diventa difficile per i laureati trovare un lavoro. C'è anche da dire che Pavia accoglie studenti da tutta la Regione e non solo, anche se poi molti laureati si fermano qui». (ma.br.)