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la polemica Lo Iuss, l'Università e il progetto Opera Pia nNella mia qualità di Direttore generale dello Iuss (Istituto Universitario Studi Superiori) intendo fare alcune precisazioni e chiarimenti alle affermazioni contenute nella lettera "Una domanda all'Università" a firma Giuseppe Zapelloni, pubblicata in questa pagina il 14 agosto. La premessa del sig. Zapelloni "lo IUSS, ovvero l'Università di Pavia" è profondamente errata. Lo Iuss fa si parte del Sistema universitario pavese assieme all'Università, ai Collegi storici, all'Edisu e altri Centri di ricerca, ma è un Ente pubblico dotato di propria personalità giuridica e autonomia, didattica e gestionale. Istituito nel 1997 come Consorzio tra Unipv, Collegi ed Ente per il diritto allo studio è stato riconosciuto come Scuola superiore a Ordinamento speciale con D.M 8 luglio 2005: svolge la propria attività didattica e di ricerca e rilascia direttamente titoli di studio (diplomi corsi ordinari, master, Dottorati di ricerca). Relativamente al progetto sugli immobili di proprietà della Opera Pia della Dottrina Cristiana, siti in Pavia in via Bernardino da Feltre 9/11, preciso: - Il progetto è per 12.000.000 di cui 4.537.805 richiesti a carico dello Stato e 7.462.195 (compreso il valore dell'immobile) a carico dello Iuss; - La "cattolicissima" Regione Lombardia si è impegnata con del. del 20 luglio 2011 a cofinanziare per 200.000; - La domanda di finanziamento è stata proposta ai sensi delle legge 14 novembre 2000 n. 338 e Dm 7 febbraio 2011 n. 26 e sta seguendo il previsto iter; - Non esistono a oggi, purtroppo, certezze sull'ottenimento del finanziamento, né sull'eventuale importo; - Lo Iuss, non essendo proprietario di immobili, non poteva ristrutturare beni suoi e godere dei fantomatici "medievali privilegi fiscali" citati dallo Zapelloni. Lo Iuss e la Diocesi di Pavia hanno quindi semplicemente approfittato di un'opportunità prevista dalla legge per attirare risorse nella nostra città, che consentissero da un lato di ristrutturare e recuperare un bene oggi parzialmente in disuso e destinarlo a un servizio pubblico e dall'altro aumentare la capacità di ospitalità per studenti, docenti, ricercatori. Mi si consenta poi una considerazione a titolo esclusivamente personale: non vengono troppo spesso criticate, o viste con sospetto, in modo aprioristico molte iniziative che cercano di creare occasioni di sviluppo a Pavia e al suo territorio? Franco Corona PAVIA / 1 Il brutto segnale del Chiozzo chiuso nDopo aver appreso che il campeggio "Ticino" di via Mascherpa è stato chiuso, non possiamo far altro che la seguente riflessione: la città di Pavia ha perso un luogo fondamentale, non solo per coloro che pavesi non sono, ma anche per noi cittadini che perdiamo uno dei richiami per lo sviluppo turistico della città. La nostra città dove l'edilizia sta spopolando, e il cemento lambisce le zone verdi, ha perso uno dei pochi luoghi di apertura a chi voleva conoscere la città e il territorio: proprio ora che si millanta di puntare sul turismo, un luogo chiave come l'unico campeggio in città chiude e l'amministrazione si limita a prendere atto del fatto. Ogni città che si dice di vocazione turistica ha strutture attrezzate da campeggio, la nostra purtroppo non le ha più. In un momento di crisi economica come questo, dove il turismo in tenda o comunque nelle "case mobili" sta tornando in voga, la disattenzione e la mancanza di impegno per la riapertura di tale struttura, che necessiterà anche di una giusta promozione, da parte dell'amministrazione è un danno per l'economia della nostra città, ma anche del nostro territorio pavese. Speriamo al più presto che a Pavia venga riaperto e promosso, come in altre città turistiche avviene e ha successo, un campeggio aperto ai turisti, giovani e meno, desiderosi di ammirare la nostra bella città. Elena Maria Madama segretaria citt. Giovani Democratici PAVIA/ 2 Il tranello della Vernavola nQualche mese fa, nell'anello che circonda il laghetto sorto alla Vernavola ai lati della tangenziale, un tratto di sentiero è franato ed è rimasta una piccola voragine. Il sentiero, oltre che da semplice pedoni, è molto battuto da podisti e ciclisti in mountain bike. Se lo si percorre in senso orario, la voragine (specie se lanciati in una corsa a bici o a piedi) è al lato destro della carreggiata, scarsamente visibile anche per l'erba che la circonda e può diventare un vero tranello. Si rischia di farsi male e anche di finire dritti nel laghetto. Se proprio non lo si può riparare, perchè almeno non segnalarlo? Lettera firmata politica Finalmente nel Pdl si può discutere nFinalmente il Pdl a Pavia esiste, finalmente ci si può confrontare, si può discutere, si possono esporre idee diverse, finalmente la dittatura è finita; se il perdente pensa che all'interno del partito oggi vi sia l'anarchia si sbaglia di grosso, oggi all'interno del partito vi è finalmente la partecipazione e il confronto, non ha capito che un partito non è formato solo da un "leader", che si avvale della facoltà di essere onnipotente, ma da un insieme di anime diverse e che ognuna di esse è un valore aggiunto, è una tessera del puzzle che si colloca per il bene della comunità. Se si vuole parlare di anarchia (dal greco antico: mancanza di governo) facciamolo e collochiamola pure a Voghera, dove si è agito non sull'onda del partito, ma sul reflusso del vecchio sistema, dove tutto veniva imposto dall'alto, si è agito approfittando dell'agonia di un sistema che annaspa per non esalare l'ultimo respiro, si è disconosciuto il nuovo per recuperare il vecchio. La maggior parte degli iscritti al Pdl non è pentita della scelta fatta che ha portato all'elezione di un nuovo direttivo e tanto meno è scontenta, finalmente si sentono parte integrante di un sistema, oggi possono esporre i loro punti di vista e le loro idee senza timore di anatemi e minacce, oggi sono liberi di interpretare la politica. Ritengo sia da presuntuosi credere di aver mantenuto prima del congresso, come da Abelli affermato di recente, un certo ordine all'interno del partito. Caro onorevole, prima del congresso il partito non c'era, mentre ora piano piano sta sorgendo dalle rovine. Certo ora lei ha dei cari alleati esterni al Pdl, che la sostengono e la incitano, ma nel corso degli eventi costoro hanno dimostrato di saper ben saltare sul carro a seconda di dove tira il vento; e il vento cambia spesso di direzione. Si metta l'anima in pace e percorra con dignità il Viale del tramonto, ci fa senz'altro più bella figura che non quella di arrampicarsi sui vetri facendo dichiarazioni che fanno sorridere. Il re è morto, viva il re! Pasquale Zambuto il caso L'attentato e le assicurazioni nAlcune modeste considerazioni sul caso delle studentesse ustionate alla scuola Marvillo-Falcone (Brindisi) a seguito dell'attentato del 19 maggio scorso. L'assicurazione non risarcirà le gravissime ustioni subite dalle ragazze per il seguente motivo: «Non verranno incluse nel computo delle conseguenze subite, ai fini del risarcimento che sarà liquidato dall'assicurazione, le forti ustioni che hanno provocato danni estetici, ma soltanto quelli che hanno causato un danno funzionale». Nella polizza assicurativa c'è una clausola che esclude i danni estetici? In tal caso l'assicuratore è in una botte di ferro. In mancanza di questa clausola, vale la definizione d'infortunio. A questo proposito va ricordato che dalla prima traccia d'assicurazione contro gli infortuni (1541) a oggi, detta definizione ha subito una lenta evoluzione. Da moltissimo tempo in tutte le polizze la definizione è la seguente: «Sono considerati infortuni gli eventi dovuti a causa fortuita, violenta ed esterna, che producono lesioni corporali obiettivamente constatabili, le quali abbiano per conseguenza la morte, un'invalidità permanente, o una inabilità temporanea». Chi può negare che il danno estetico è un'invalidità permanente? Chi lo nega, pensi se gli capitasse. L'estetica è un valore discutibile, perciò indennizzabile. La compagnia valuterà se le giova? Riguardo le ragazze danneggiate, bisogna ricordare che il responsabile, l'attentatore Giovanni Vantaggiato, dovrà risarcire in proprio tutti i danni causati, comprese le spese degli avvocati che difendono le ragazze. Ugo Barbero già ispettore R. Adriatica di Sicurtà POESIA Feragust, no un dì me i altar nSun levà su me tuti i dì, ma incoeu l'è no un dì me i altar. L'è Feragust. L'è la pusè festa ad l'estad. Anca sa gh'è quei ca lavura, o ièn, par so cunt. Ma i altar, o ièn in feri, o i van foeura a mangià, o pri griglià, o i pic nic. In cumpagnia. Forse, as fa festa, par pensag no. Ma par quèi ad la Ciesa, l'è l'Asunta. Ca voeu dì, che la Madona, l'è in Ciel, anima e corpo. Alura, l'è vera che la festa l'è bèla. E l'ag va. Parchè, suma no di machin. Ma la g'ha no da vès, dumà bev e mangià. L'as lasa un po', anca da pensà. Gaetano Respizzi