La Merkel con Draghi, e le Borse volano
di Andrea Di Stefano wMILANO Sono bastate poche parole della cancelliera Angela Merkel per spegnere l'incendio appiccato dai falchi e far volare le Borse europee, Madrid (+4%) e Milano (+1,87%) in testa. «La Bce è completamente in linea con la Germania» sulla richiesta di condizioni in cambio degli aiuti ai paesi in difficoltà: appena arrivata in Canada per una visita ufficiale la Merkel ha indirettamente risposto in modo secco agli attacchi dei falchi che nel giorno di Ferragosto avevano sferrato una vera e propria guerra a suon di dichiarazioni e interviste. Secondo la Cancelliera l'impegno del presidente dell'Eurotower Mario Draghi a fare tutto il necessario per difendere l'Eurozona «è in linea con quanto i leader europei dicono da tanto tempo», ha aggiunto la Merkel che si è spinta a parlare di unione politica. Immediate le reazioni positive delle piazze finanziarie e degli spread con i Btp in calo a 427 punti e i Bonos che per la prima volta in quasi un mese e mezzo hanno chiuso sotto i 500 punti base, a quota 495, grazie anche alle parole del premier Rajoy che ha ipotizzato aiuti a breve per le le banche spagnole. L'attacco dei falchi era stato ad alzo zero sia contro Mario Draghi che contro la stessa cancelliera Angela Merkel. Il fuoco di fila era stato aperto dall'esponente della Cdu (il partito della Merkel) Klaus-Peter Willsch (Cdu) e dal deputato liberale, Frank Schaeffler. Il presidente dell'Eurotower «ha fatto della Bce un finanziatore di Stati e una bad bank» e la Germania deve contare di più nella Bce, sostengono i due falchi. Willsch ha chiesto «una nuova regolamentazione del peso dei voti nelle sedi decisionali Bce in proporzione alle responsabilità». «La Germania come creditore principale deve ottenere in tutte le questioni diritto di veto», ha aggiunto Willsch secondo il quale, con la presidenza di Mario Draghi, la Bce si sarebbe molto allontanata dal suo mandato. Della stessa opinione l'euroribelle liberale Schaeffler: «Che il voto di Cipro e Malta conti quanto quello tedesco è un errore di Costituzione». Ad alimentare le critiche dei falchi le indiscrezioni sul fatto che la Grecia avrebbe intenzione di chiedere due anni di tempo in più per il rispetto degli impegni di bilancio. Il ministro dell'Economia tedesco, il liberale Philipp Roesler, è subito intervenuto contro possibili concessioni alla Grecia nel piano di riforme. «Non si può concedere nessuno sconto sulle riforme», ha commentato Roesler. «Bisogna mantenere le regole concordate. Ne va della credibilità dell'Eurozona di fronte anche ad altri paesi». La stessa Merkel, attraverso il portavoce, Steffen Seibert, ha ribadito che per il governo tedesco «vale l'accordo preso da Atene con Ue, Fmi e Bce. E il rapporto della troika sarà la base di ogni decisione futura», ha aggiunto lasciando intendere che non ci sono spazi per ulteriori deroghe. Anche Bruxelles ha cercato di raffreddare il fronte greco della crisi: la Commissione europea non ha ricevuto alcuna richiesta da parte del governo greco per l'allungamento dei tempi del programma di austerità, ha detto il portavoce Olivier Bailly precisando che per Bruxelles «resta valido» il memorandum d'intesa concordato in primavera e che «prima di discutere di altri aspetti che potrebbero esserci» dovrà essere la Trojka, che tornerà ad Atene «ai primi di settembre» a dover valutare come sono state messe in atto le misure concordate nella missione di luglio. Ieri da Bruxelles è arrivata la conferma della disponibilità ad accelerare le misure nel caso che «una banca spagnola non potesse aspettare la prima erogazione prevista a novembre». Il nodo è quello di Bankia e la Commissione europea ha precisato che l'obiettivo è quello di «proteggere non solo una banca, ma l'intero sistema bancario spagnolo» che verrebbe «messo a rischio in caso di bancarotta di un istituto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA