Salva stati, smentito lo stop da Berlino
MILANO Allontanato lo spauracchio di un rinvio della decisione della Corte suprema tedesca sul fondo salva-stati, i mercati si sono preparati alla pausa di Ferragosto con un tono positivo sostenuto dall'andamento migliore del previsto del Pil tedesco. Non a caso la migliore piazza borsistica ieri è stata quella di Francoforte (+0,94%), seguita da Milano (+0,85%), Madrid (+0,78%), Parigi (+0,70%) e Londra (+0,56%) con Wall Street tonica grazie ai buoni dati sulle vendite al dettaglio che a luglio sono salite dello 0,8% dal -0,7% di giugno (la previsione era di un +0,3%). Il clima rasserenato, per ora, dai rischi di uno stop da parte di Berlino all'Esm, ha contribuito a limare ulteriormente gli spread: quello BTp-Bund è sceso sino a quota 436, ai minimi della seduta, mentre per i Bonos si è attestato a 526 punti. Proprio ieri il premier Rajoy ha ribadito che Madrid deciderà sugli aiuti solo quando saprà i dettagli del piano Bce, e che lo farà se «saranno ragionevoli. La Bce ha un ampio margine di manovra e può fare molte cose», ha osservato Rajoy, «come acquistare obbligazioni sul mercato secondario e fornire prestiti alle istituzioni finanziarie per acquistare il loro debito pubblico». L'agenda del premier iberico è molto fitta: incontrerà a fine agosto il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e il prossimo 20-21 settembre si recherà a Roma per un vertice con Monti. Prima, il 6 settembre, riceverà a Madrid il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che oggi discuterà, durante l'incontro con il primo ministro canadese, Stephen Harper, della crisi dell'eurozona. La situazione del sistema creditizio iberico rimane comunque gravissima come confermato dal nuovo record di esposizione delle banche spagnole nei confronti della Bce, che a luglio ha raggiunto i 375,5 miliardi di euro. Sull'altro fonte della crisi, in Grecia, ieri il Tesoro ha collocato bond a 3 mesi per 4,063 miliardi di euro al tasso medio del 4,43% contro il 4,28% dell'emissione precedente con una domanda lievemente superiore all'offerta a conferma della cautela con cui gli investitori guardano al debito ellenico. L'ammontare di 4 miliardi permetterà alla Grecia di ripagare obbligazioni per 3,2 miliardi, che giungeranno a scadenza il 20 di agosto e che sono detenute dalla Bce, in attesa della nuova tranche di aiuti che Bruxelles rilascerà solo dopo il rapporto finale della Trojka, a settembre. (a.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA