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di Andrea Di Stefano wMILANO Tutta l'Europa è ad un passo dalla recessione: i Pil della zona della moneta unica e della Ue a 27 sono calati dello 0,2% nel secondo trimestre 2012 rispetto al primo quarto dell'anno, quando l'andamento del Prodotto interno lordo era stato pari rispettivamente a +0,1% per l'Ue a 27 e +0% per la zona euro. La maglia nera spetta, come ormai da tempo, all'Italia con -0,7%. Secondo Eurostat, l'istituto di statistica europeo, la contrazione rispetto al secondo trimestre 2011 è stata dello 0,4% per l'Eurozona e dello 0,2% per l'intera Ue. Se anche il terzo trimestre registrerà una flessione, quasi certa per l'area Euro, significherà che l'economia dei paesi della moneta unica sarà ufficialmente dichiarata in recessione. Tra le quattro maggiori economie dell'unione monetaria, la Germania continua a navigare in contro tendenza: nel secondo trimestre di quest'anno il Pil di Berlino ha registrato una crescita dello 0,3% (contro una previsione di +0,2%) grazie ad esportazioni e consumi che hanno compensato il calo degli investimenti. Su base annua la crescita della Germania è dell'1%. La Francia ha evitato per un soffio l'ingresso nella recessione visto che ha registrato una crescita zero, contro una previsione di -0,2%. La Spagna ha accusato una flessione a -0,4% mentre maglia nera si conferma la terza economia per dimensione dell'area della moneta unica, l'Italia, che ha registrato un -0,7%. Peggio di noi Finlandia (-1%) e Portogallo (-1,2%). Meglio delle previsioni, oltre a Francia e Germania, hanno fatto i Paesi Bassi che hanno registrato una crescita del Pil dello 0,2% (la previsione era +0%). Particolarmente preoccupanti per il nostro paese i dati, diffusi sempre ieri dall'Eurostat, sulla produzione industriale. Per quella italiana a giugno si è assistito ad un vero e proprio crollo (-8,2%) rispetto allo stesso mese del 2011. È il dato peggiore dell'intera Europa a 27: quasi quattro volte la media dell'Eurozona, che ha registrato un -2,2%, e dell'Unione a 27 (-2,1%). In Germania la flessione è stata dello 0,4%, in Francia del 2,6%, nel Regno Unito del 4,6%. Rispetto a maggio la produzione industriale nei 17 paesi della valuta unica ha subito una flessione dello 0,6%. In Italia la riduzione su base mensile è stata invece dell'1,4% ed è risultata in frenata anche la Germania (-0,8%). Il commissario europeo agli affari economici, Olli Rehn, proprio ieri è tornato a lodare gli sforzi fatti dal nostro Paese affermando che l'Italia ha preso misure significative ed è importante che continui. Rehn, sottolineando di aver fiducia nell'impegno dei leader tedeschi sull'euro, ha ribadito che «l'euro è irreversibile ed è essenziale mantenere l'unità della moneta unica» e che «l'Eurogruppo è pronto ad agire se necessario». L'Unione Europa sta lavorando duramente per superare la crisi del debito, ha assicurato il commissario Ue. «Il prossimo autunno, in ottobre o prima, ci sarà una proposta legislativa sulla supervisione delle banche e delle istituzioni finanziarie nell'eurozona» - ha sottolineato Rehn - «l'Unione Europea e la Banca Centrale Europea (Bce) sono pronte ad agire una volta che alcune condizioni siano rispettate». Rispondendo a una domanda sulla scadenza il prossimo anno del governo del presidente del consiglio Mario Monti, Rehn ha detto: «Rispettiamo le prerogative democratiche del popolo italiano così come quelle degli altri paesi. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha preso misure molto significative per rafforzare le riforme strutturali», fra le quali la riforma del mercato del lavoro che è «sostanziale» e «aiuterà a ripristinare e migliorare la competitività dell'economia italiana. È molto importante che l'Italia continui». ©RIPRODUZIONE RISERVATA