Ferragosto di solidarietà a Pavia

PAVIA Ferragosto in compagnia per chi resta in città. Anche se non sarà facile trovare qualcosa da fare, prima della festa di stasera in piazza della Vittoria soprattutto per i giovani. Per gli anziani invece ci pensano le Aps, le associazioni di promozione sociale: grande merenda di Ferragosto all'Aps Brusaioli e al centro anziani di Fossarmato, gli anziani del Cazzamali andranno in gita in val D'Aosta. Scelta solidale anche per il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, che resterà in città: «Sarò alle 10 alla messa con gli anziani del Pertusati e poi in carcere per far visita ai detenuti – spiega Cattaneo – Dovevo andare con don Dario Crotti della Caritas, che a causa dell'incidente delle scorse settimane è stato sostituito da Anna Bertolini», Sempre nel direttivo Caritas. Un Ferragosto a Pavia con i tanti che sono rimasti in città: «È un'estate anomala – spiega Cattaneo – e lo confermano le numerose presenze ad ogni attività organizzata dal Comune in queste giornate estive». Non si ferma nemmeno a Ferragosto la Pavia della solidarietà e della comunità dei volontari. Mentre la maggior parte dei cittadini comuni sceglierà di scappare in collina, al fiume, in piscina o al mare, o di fare pranzi tra amici e parenti, le mense di San Lanfranco (che anche quest'anno ha preso il posto della mensa di Canepanova per il periodo estivo) e la mensa del Fratello di San Mauro non chiudono i battenti. Nemmeno un giorno. Panini a pranzo, bibita e dessert nei sacchetti per i poveri oggi a pranzo serviti dai volontari della parrocchia di don Emilio Carrera. Centro di ascolto aperto fino alle 19.30 alla mensa del Fratello nell'oratorio di San Mauro, e poi la cena servita dai volontari, che si danno il cambio e si alternano per andare in vacanza senza far mai mancare il servizio: «Le necessità crescono, ora abbiamo in mensa anche quattro coppie, famiglie – spiega don Franco Tassone, che ogni giorno coi volontari del centro d'ascolto potrebbe raccontare quella città sommersa, che non si vede o non si vuol vedere, fatta di emarginazione, letti in strada, povertà tra le mura di un appartamento – e poi rifugiati politici, signori di una certa età, disoccupati. Sono 85 a sera, la domenica arrivano a 100. Senza contare chi arriva e non si ferma, come i tanti che stanno facendo il Ramadan e si portano solo via qualcosa». E don Franco rinnova l'invito di ogni estate: «Qui c'è sempre bisogno, gli studenti per la maggior parte se ne sono andati. Se qualcuno è a casa e ha voglia di fare un servizio al prossimo, che può essere anche occasione di crescita personale, noi lo aspettiamo». In via Folla di Sopra. (a.gh.)