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Il 15 marzo dell'anno scorso, 2011, un pezzo di storia di Zeccone se ne andato, proprio in occasione della ricorrenza dei centocinquant'anni dell'unità d'Italia. Il vecchio albero di gelso posto all'incrocio tra via Montegrappa e via Trento è caduto. Non si sa quanti anni aveva, mio padre che di anni ne ha 91, dice che quando era ragazzino l'albero era già delle dimensioni attuali, forse aveva più di centocinquant'anni, forse da giovane avrà visto passare qualche "camicia rossa" della nostra zona, che andava ad arruolarsi a Quarto, ed ha voluto marcare con la sua fine questa ricorrenza. Certo il vecchio gelso è stato un punto di riferimento per diverse generazioni di zecconesi (scunat). Infatti "Al murön dal Pirat" è stato per molti anni, in passato, un punto di ritrovo per giovani e vecchi del paese. Ricordo da bambino (negli anni cinquanta), quando d'estate i proprietari del cortile nel quale era situato, titolari del negozio relativo, allestivano il chiosco dei gelati e delle bibite, all'ombra dei suoi rami rigogliosi piegati ad ombrello,soprattutto alla domenica, si radunava un bel po' di gente e, mentre noi bambini, gustavamo il nostro sorbetto, facevamo da spettatori delle animate partite a carte degli adulti, seduti attorno al tavolone di pietra fissato nel terreno accanto al tronco. A quei tempi non era scontato che tutti i giorni si potesse avere in tasca qualche soldo, allora, quando mancavano le dieci lire per il cono di gelato ci si consolava con i suoi deliziosi frutti, ingegnandoci a fare "scaletta" per raggiungerli, con il tacito consenso dei proprietari. Anche quando i titolari del negozio hanno chiuso l'attività, ed il vecchio gelso è rimasto parte del cortile privato, il cancello era sempre aperto e per molto tempo ancora è stato punto d'incontro di diversi anziani che d'estate si ritrovavano a chiacchierare alla sua ombra, magari davanti ad un bicchiere di vino buono, portato da casa. I giovani invece, oramai da tempo attratti da altri svaghi, non avevano più bisogno ne della sua ombra ne dei suoi frutti . Inevitabilmente però, pian piano, anche la compagnia dei vecchi si è ridotta sempre di più, gli ultimi due frequentatori che ricordo sono stati il Cesare e l'Ernesto e quando anche loro, purtroppo, hanno cambiato "punto di ritrovo" ormai da diversi anni non si vedeva più nessuno sotto i suoi rami, che nel frattempo avevano perso parte della loro rigogliosità. Anche i suoi pochi frutti, che nonostante l'età si ostinava a produrre, non erano più appetiti da nessuno, diventando semplice ingombrante spazzatura. Forse per questo il vecchio albero ha deciso di andarsene, si sarà sentito inutile ed ha voluto togliere il disturbo. Dopo la caduta si è potuto constatare il motivo della sua fine, il tronco era praticamente vuoto, tenuto in piedi solo dalla spessa corteccia. Mentre veniva smembrato con la motosega per ridurlo in pezzi trasportabili, la signora Mariuccia, l'anziana proprietaria, osservava, sulla porta di casa con gli occhi lucidi. Mario Italiani