La carne dei cinghiali alle mense
Una decina di edifici pericolanti che si trovano nel centro di Marcignago dovranno presto essere messi in sicurezza. L'amministrazione comunale infatti ha emesso un'ordinanza, intimando ai proprietari di sistemare i propri stabili. «Si tratta di edifici piuttosto datati – spiega il sindaco Lorenzo Barbieri –. Un paio sono in via Borgo, altrettanti in via Umberto I e altri in vicolo Miradolo». Con l'ordinanza appena emessa, l'amministrazione intima ai proprietari di metterli in sicurezza. «Oltre a creare un oggettivo problema di sicurezza, ci sono situazioni che danneggiano l'immagine del paese – continua il primo cittadino di Marcignago –. In alcuni punti infatti rischiavano di staccarsi delle grondaie, mentre in altri edifici i piccioni stavano facendo parecchi danni». Da qui, la decisione di emettere l'ordinanza. Ora i proprietari degli edifici interessati hanno dai 30 ai 60 giorni per sistemare le proprietà. di Marianna Bruschi wPAVIA E' partito il «piano cinghiali»: abbattimento selettivo di sessanta capi, in anticipo rispetto alla data di inizio della stagione della caccia. Lo scopo: intervenire sul numero troppo elevato di questi animali che nei mesi scorsi hanno creato danni agli agricoltori e provocato numero incidenti. La carne dei cinghiali sarà macellata e consegnata a cinque mense che aiutano persone indigenti. «E' stato un percorso lungo che è passato da un ricorso al Tar e dai corsi per 41 agricoltori», spiega il presidente della Provincia Daniele Bosone. Quando a dicembre la sua giunta aveva firmato la delibera per l'abbattimento selettivo si erano opposte la Lega anti caccia e l'Associazione vittime della caccia. Il Tar ha però rigettato il ricorso, e l'abbattimento di 60 cinghiali (con l'indicazione del numero) è stato autorizzato dall'istituto superiore per la protezione ambientale. Da sabato notte ne sono stati abbattuti sei. «Si interviene in zone di popolamento che abbiamo individuato – spiega l'assessore all'ambiente Alberto Lasagna – Si andrà avanti fino al 30 settembre con gruppi da dieci persone nelle zone di Poggio Ferrata, Torre degli Alberi e Panigà». Con i corsi di formazione c'è anche l'autorizzazione per 41 agricoltori ad abbattere i cinghiali direttamente sulle loro proprietà. «L'abbattimento però è selettivo – spiegano i tecnici – non bisogna destrutturare il branco, perché si rischia che i maschi si spostino in altre zone. Per questo si cerca di accompagnare le squadre in girata con un biometrista». In modo da definire età, sesso e caratteristiche degli animali. Tutto questo prima dell'inizio della stagione venatoria, il cui inizio è previsto il 3 ottobre per i cinghiali e il 16 settembre per gli altri animali. Lo scorso anno erano stati abbattuti 1400 cinghiali, su una popolazione stimata di 5mila capi. Quest'anno se ne potranno abbattere 2mila sui 6mila presenti in provincia di Pavia. A controllare la procedura di abbattimento selettivo sarà la polizia provinciale. «Nelle tre zone indicate sono stati appesi cartelli gialli per dare le indicazione – spiega il comandante Mauro Maccarini – le girate saranno dalle 6 alle 8-9 di mattina, ed è bene che non ci siano persone in giro in queste zone perché potrebbe essere pericoloso». «Abbiamo voluto associare a questa iniziativa di controllo della fauna selvatica un'attenzione alle persone in stato di indigenza – aggiunge l'assessore Francesco Brendolise – in passato le carcasse venivano portate all'inceneritore, adesso abbiamo cambiato prospettiva: la carne, che sarà macellata a Fortunago in un centro di controllo, andrà alle mense». Per il momento l'accordo è con due strutture di Pavia, la mensa di Canepanova e la mensa del fratello a San Mauro, poi l'opera pia Casa del pane a Voghera, sempre a Voghera la Casa Fraterna e la Caritas parrocchiale di Belgioioso. «La carne al centro di controllo sarà verificata ed etichettata dal servizio veterinario dell'Asl – spiegano i tecnici – e le mense, a seconda della disponibilità, potranno ritirarla». su twitter @MariannaBruschi