E' boom di turisti stranieri in città ma alberghi chiusi

di Maria Grazia Piccaluga w PAVIA Agnieszka, 25 anni, polacca, infila nello zaino i depliant sulle chiese romaniche ma non si allontana troppo da piazza Vittoria. Aspetta l'apertura dei negozi, alle 16, per comprare una borsa. I turisti non passano inosservati nella Pavia chiusa per ferie. Macchina fotografica a tracolla, zaino in spalla, cercano un cono d'ombra in cui rifugiarsi. Nel weekend la città ha registrato un boom inatteso di presenze: una settantina tra sabato e domenica, soprattutto turisti stranieri. E venerdì notte, per visitare le mostre d'arte e osservare le stelle cadenti, al castello Visconteo sono stati staccati quasi 900 biglietti in due ore. Unico neo la ricettività. Sei alberghi in città, tutti chiusi tranne uno. Anche il campeggio a San Lanfranco quest'estate è chiuso per ristrutturazione E, con l'eccezione della piazza, anche molti bar hanno abbassato le serrande. L'ufficio del turismo, al pian terreno del Broletto, è uno dei luoghi più frequentati. Negli ultimi due giorni sono passati da lì visitatori da Parigi, Madrid, Valencia. Ma anche molti italiani da Torino, Napoli, Messina, Vicenza, Brescia. «E' un dato inaspettato anche per noi. Stiamo registrando presenze sopra la media del periodo – riflette l'assessore alla Cultura Gian Marco Centinaio – . Oltre che dalle città vicine e da quelle del circuito della Pianura con cui facciamo molta promozione, i turisti arrivano anche dall'estero, un obiettivo sul quale abbiamo puntato molto. Ha sicuramente pesato il fatto di essere capitale del turismo culturale e religioso. Abbiamo intrecciato relazioni più proficue con Spagna, Francia, Gran Bretagna, Svizzera, Germania e Austria. Ma anche la Commissione europea ci ha aiutato a diffondere il nome di Pavia all'estero: nella mailing list ha più di 8mila tour operator e 7mila associazioni culturali». Arrivano in treno, turisti mordi e fuggi. E tengono spesso come base Milano. Anche perché trovare una camera in città in questi giorni è difficile. I telefoni squillano a vuoto. Una segreteria annuncia che fino al 26 agosto l'ospitalità non è possibile. E così i visitatori ripartono. «Forse anche gli albergatori sono condizionati dal dato storico. Agosto e dicembre sono i mesi più "magri" dell'anno – riflette Centinaio –. Ma se questa tendenza dovesse consolidarsi, come mi auguro, dovremo trovarci intorno a un tavolo per rivedere la politica del "chiuso per ferie"». Squilla il telefono allo Iat, l'ufficio turistico co-gestito da Comune e Provincia. Un'agenzia di viaggi di Bergamo chiede per un cliente il programma per una visita di mezza giornata. ««Vogliono vedere sopratutto il Duomo, San Michele, San Pietro in Ciel d'Oro. Gli inglesi sono affascinati dal ponte coperto – dicono gli operatori dello Iat al Broletto –. Cercano anche i gadgets e le cartoline, che però ancora non ci sono». Sono in aumento anche cinesi e americani. Brian, dall'Essex, sulla rotta Rome-London ha fatto tappa a Pavia. E' un pellegrino della via Francigena. Ha lasciato un messaggio sul registro speciale con la copertina di carta di riso. E ha voluto il timbro sul suo "passaporto del pellegrino". Viaggia con il sacco a pelo. Mentre Michael, bavarese, si sposta su una biciattrezzata come una casa.