Juventus consacrata dalla Supercoppa Ma quante polemiche
Nella lunga conferenza stampa di fine ritiro il tecnico della Roma Zdenek Zeman si è soffermato anche sul calcioscommesse e sulla squalifica a Conte (senza nominarlo), sottolineando che, a suo avviso, in caso di stop lungo è giusto non allenare. Zeman confessa di non avere visto la partita di sabato, valida per la Supercoppa, fra Juve e Napoli. «Pertanto – ammette – mi viene difficile da giudicare. La mancata presentazione dei partenopei alla premiazione? Sono certamente cose spiacevoli, spero che questo serva da insegnamento per il futuro. Siamo all'inizio, poi si capisce che bisognerà cambiare». Quindi la stoccata alla Juve. Zeman dice: «Anche un calciatore squalificato si allena. Ma, se gli infliggono uno stop lungo, non mi sembra giusto. Le sentenze di Calciopoli? Non lo so, finora non capisco. Non ho letto le carte e non posso parlare su quello che si dice» «Se si vuole debellare questa cosa, bisogna comunque essere più decisi», conclude. TORINO In poche ore, leggendo i giornali nel viaggio di ritorno da Pechino, i giocatori della Juventus hanno capito quale clima li attende in Italia. Infuriato il Napoli per l'arbitraggio nella finale di Supercoppa; Moratti dichiara che «se gli azzurri si lamentano avranno avuto un buon motivo»; e Zeman va oltre (scheda a fianco) con una frecciata indiretta a Conte. La Juve però dopo aver puntualizzato con Marotta («Il Napoli riveda il fallo in area su Marchisio»), Carrera («Sembrava una caccia all'uomo») e Marchisio («Qualche entrataccia c'è stata»), si sente assediata mediaticamente, pur con la consapevolezza di essere ancora la squadra da battere, nonostante la condizione di uomini chiave non sia ancora brillante (Pirlo, Marchisio e Bonucci su tutti) e l'attacco, pur capace di segnare quattro gol, non convinca ancora. Così si insegue un centravanti. Obiettivi? Llorente, Jovetic e Pazzini. Il Napoli dal canto suo vuole staccare la spina e dimenticare al più presto. Lasciarsi alle spalle i veleni della brutta avventura pechinese, della sconfitta in nove, dei nervi saltati anche a Mazzarri, del rifiuto di salire su un podio che il Napoli non riconosceva è la medicina per rimettersi in sesto. Una decisione, quella azzurra, che sussurri di spogliatoio dicono sia stata presa dal presidente De Laurentiis e dal ds Bigon, e subito condivisa da Mazzarri e dalla squadra. Una decisione che non pare punibile da un punto di vista disciplinare, anche se la partita di Pechino, in questo senso, strascichi ne lascerà: il Napoli dovrà infatti cominciare il campionato, nella trasferta di Palermo, senza Pandev e Zuniga, espulsi da Mazzoleni; e probabilmente pure senza l'allontanato tecnico Mazzarri. Ma la squalifica di Pandev potrebbe essere anche più lunga, dipenderà dal referto arbitrale sulla sua presunta offesa al guardalinee. Strascichi e veleni da cui gli azzurri cercano di liberarsi in queste ore.