il terzo oro di USAIN
di Maurizio Di Giangiacomo Ancora Usain Bolt e ancora Giamaica e questa volta è arrivato anche il record del mondo: quello della 4 per 100, con uno straordinario 36"84 piazzato ancora una volta in faccia agli Stati Uniti, che hanno corso velocissimi in 37"04 (uguagliando il precedente primato fatto registrare dai caraibici l'anno scorso) ma non hanno potuto nulla soprattutto contro Yohan Blake – che ha inflitto almeno due metri di distacco a Tyson Gay in terza frazione – e ovviamente contro Bolt, che ha fatto mangiare la sua polvere a Ryan Bailey nell'ultima. Bolt sempre più leggenda, perché mette a segno la seconda tripletta olimpica, e sempre più gigionesco showman: non restituendo subito il testimone ha rischiato la squalifica. Squalifica nella quale è incappato davvero il Canada (38"07) – per un'improvvida invasione di corsia – cedendo così il terzo gradino del podio a Trinidad e Tobago (38"12). La sfida sulla 4 per 400 femminile si era conclusa invece largamente in favore delle statunitensi, trascinate da una stupenda Allyson Felix. Assieme a DeeDee Trotter, Francena McCorory e Sanya Richards-Ross si erano imposte in 3'16"88, primato stagionale. Argento per la Russia (3'20"23), bronzo alla Giamaica (3'20"95). Prima di Bolt e compagnia volante, a infiammare i quasi novantamila dell'Olympic Stadium ci aveva pensato un padrone di casa, Mohammed Farah, che come l'uomo più veloce della storia... ci ha preso gusto! Dopo la medaglia d'oro dei 10.000 il mezzofondista di origine somala ha portato a casa infatti anche quella dei "cinque", consegnandosi alla leggenda, «all'eternità sportiva», come ha commentato il grande telecronista Franco Bragagna. In testa praticamente già ai 400 metri, Farah ha concluso con il tempo di 13'41"66 davanti all'etiope Dejen Gebremeskel, argento con 13'41"98. Medaglia di bronzo al keniano Thomas Pkemei Longosiwa, terzo con 13'42"36. Gioia doppia per i tifosi di casa: quella di Farah è infatti la prima medaglia d'oro sui 5.000 per la Gran Bretagna. Caster Semenya ha fallito invece la rincorsa all'oro olimpico degli 800 femminili. La sudafricana, in ombra in questa stagione ma protagonista di un'ottima qualificazione, si è svegliata troppo tardi: in 200 metri ha rimontato sette posizioni, ma non è riuscita ad insidiare la leadership della russa Mariya Savinova (1'56"19). Caster Semenya (1'57"23) d'argento mentre l'altra russa Ekaterina Poistogova (1'57"53) ha conquistato la medaglia di bronzo. L'atleta di Trinidad e Tobago Keshorn Walcott ha conquistato – un po' a sorpresa, ma non troppo, perché è comunque il campione del mondo Juniores – la medaglia d'oro nel lancio del giavellotto con una misura di 84,58 metri. Medaglia d'argento per l'ucraino Oleksandr Pyatnytsya (84,51), bronzo per il finlandese Antti Ruuskanen (84,12). La russa Anna Chicherova ha vinto la medaglia d'oro nel salto in alto con la misura di 2 metri e 5 centimetri. La 30enne, che nel palmares succede alla belga Tia Hellebaut, ha superato l'americana Brigetta Barrett (2 metri e 3 centimetri) e l'altra russa Svetlana Shkolina (2 metri e 3 centimetri, ma al terzo tentativo). ©RIPRODUZIONE RISERVATA