Trinacria apre le porte «Rischi sotto controllo»

SAN GENESIO Detergenti per vetri, schiuma poliuretanica per l'edilizia, prodotti antimuffa, sgrassatori, liquido antigelo. Il sindaco Cristiano Migliavacca mostra i prodotti stoccati dalla Trinacria Trasporti e assicura: «Sono sostanze che si trovano nelle nostre case, vendute nei supermercati. A San Genesio non c'è nessuna centrale nucleare, i cittadini possono stare tranquilli». Poi aggiunge: «E' chiaro che sono sostanze che la legge considera pericolose e che, per quantità, vengono regolate dalla legge Seveso, ma la Trinacria non è un'azienda di produzione di sostanze nocive». Prodotti chiusi in scatole e depositati nei pallet. Ci sono impianti antincendio tra gli scaffali, tre pompe, una cisterna che contiene 550 metri cubi di acqua. Michele Giannini, che ha una partecipazione nella Trinacria, mostra il magazzino e l'impianto antincendio finito nel 2010 e costato quasi un milione di euro. «Le acque e le schiume usate in caso d'incendio – spiega Giannini – vengono raccolte e depurate, non c'è nessun pericolo per la falda, qui tutto è a norma. E – aggiunge – al Comune paghiamo circa 70mila euro di Ici». La Trinacria Trasporti apre le sue porte. E lo fa dopo che le opposizioni hanno chiesto di chiarire cosa stocca quest'azienda che la Regione ha inserito tra gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. «Abbiamo tutte le autorizzazioni e siamo in attesa dell'approvazione del Piano di emergenza da parte del Comitato tecnico regionale – spiega Giacomo Marsano, tecnico della Trinacria –. Nel 2011 abbiamo fatto richiesta di stoccare quantità di sostanze ritenute "pericolose. Ci sono materiali infiammabili, però le bombolette spray contengono una miscela di gpl che va dal 4 al 10%, quantità ben diversa da quella contenuta in un serbatoio». Il sindaco sottolinea: «La notifica di inizio attività era stata inviata anche in Provincia il 18 maggio 2011». Ma per Milena D'Imperio, vicepresidente di Piazza Italia e consigliera d'opposizione, resta il fatto che «i cittadini non sapevano niente, mentre il sindaco aveva l'obbligo di informarli». «Cosa c'entra Giannini? La ditta è Trinacria e il terreno era di proprietà dell'immobiliare Fineco leasing spa – dice la capogruppo di minoranza Flavia Fulvio –. Gli atti tecnici escludevano lo stoccaggio di inquinanti». Sempre dai banchi dell'opposizione, Agatino Cantarella aggiunge: «Di logistiche ce ne sono tante, ma qui la situazione è diversa e ci chiediamo se il sindaco abbia accertato che siano state osservate dalla ditta tutte le prescrizioni di legge». Stefania Prato