Vigevano, il ritorno ai matrimoni in chiesa

VIGEVANO Nel 2007, le unioni civili superarono, per la prima volta, i matrimoni religiosi e, fino a tutto il 2010, la supremazia non è mai stata contrastata. Ma le nozze concordatarie, nel 2011, hanno ripreso il sopravvento a Vigevano: su 177 cerimonie, 92 si sono celebrate in chiesa e la tendenza sembra confermarsi, perchè, secondo le statistiche dell'Ufficio di Stato civile del Comune, alla data del 7 agosto 2012 sono stati celebrati 61 matrimoni civili e 65 religiosi. Perché questo ritorno alla tradizione dopo un lungo periodo contrassegnato dal "predominio" dei matrimoni civili? «Non parlerei di "ritorno" al matrimonio religioso – afferma monsignor Emilio Pastormerlo, parroco di San Pietro Martire – quanto di una maggiore consapevolezza da parte dei giovani che vogliono coronare il loro amore nella fede. Va detto che negli anni scorsi c'è stato un boom di seconde nozze tra persone separate, che non possono più risposarsi in chiesa, e questa è una delle ragioni per cui le unioni civili erano cresciute. Ora, tanti convivono per qualche tempo, poi scelgono il matrimonio religioso». Ai corsi pre-matrimoniali, spiega monsignor Pastormerlo, i giovani sono alla ricerca di valori. «Credo che il periodo di forte crisi economica e di indebolimento dei punti di riferimento – afferma monsignor Pastormerlo – spinga i giovani verso i valori saldi e anche a cercare, in un mondo di incertezze, la stabilità che può dare il matrimonio, e non il consumismo o i soldi». Don Luigi Colombo, parroco della chiesa dell'Addolorata, prepara molti giovani al matrimonio ogni anno e dice: «Non è tanto un ritorno alla tradizione. I giovani valutano come matrimonio vero quello celebrato in chiesa, anche se poi non sempre corrisponde a quel che la Chiesa intende per sacramento». Anche don Colombo osserva che, da sempre, nel momento in cui si assiste al crollo dei valori materiali «si ritorna ai valori spirituali che sostengono con più forza la persona. Dalla crisi nasce l'opportunità di proporre valori spirituali accantonati per molto tempo». Don Colombo sottolinea che il 70% delle coppie iscritte ai corsi prematrimoniali si avvicina al matrimonio religioso dopo un periodo di uno o due anni di convivenza alle spalle. «In alcuni casi, la convivenza dura anche di più, magari dieci anni – spiega il sacerdote – e spesso si tratta di coppie che hanno figli e decidono di sposarsi in chiesa. Ai corsi di quest'anno, ad esempio, su 23 coppie iscritte, tre avevano già figli». (d.a.)