Pensioni, mini controriforma alla Camera

ROMA Una sperimentazione fino al 2017 per andare in pensione con il sistema contributivo in una età compresa fra i 57 e il 60 anni e un allargamento della platea dei cosiddetti lavoratori esodati. È parte del contenuto del testo approvato con voto bipartisan dalla commissione Lavoro della Camera, passato ora al vaglio delle altre commissioni, e che contiene una «riforma della riforma» del sistema pensionistico. Una norma, che sarebbe aggiuntiva alla riforma Fornero e non sostitutiva, prevede che, nel caso di lavoratori dipendenti, le donne e gli uomini, sino al 2015, possano andare in pensione rispettivamente a 57 e 58 anni se hanno 35 anni di contributi e con un assegno calcolato interamente con il sistema contributivo. Dal 2015 al 2017 l'età pensionabile viene innalzata a 58 anni per le donne e a 59 per gli uomini, con le stesse condizioni. Inoltre, per gli esodati, è previsto il riconoscimento degli accordi di mobilità stipulati entro il 31 dicembre 2011 anche in sede non governativa, la maturazione del diritto alla pensione entro 24 mesi dalla fine della mobilità e il superamento dei vincoli, posti dalle nuove norme, nel caso di prosecuzione volontaria della contribuzione. La «controriforma» è il risultato della fusione di diverse proposte di legge di Pd, Lega e Idv. Il Pdl si schiera contro la proposta. «A proposito delle ipotesi bipartisan di legge sulle pensioni dobbiamo dire, come gruppo parlamentare del Pdl, che su di essa abbiamo moltissime perplessità specifiche e una ulteriore perplessit à di fondo», dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. Contrario a ritocchi anche Mario Adinolfi, Pd: «Non toccare nemmeno un euro dei 22 miliardi che, a regime, garantisce la riforma».