«Con i sequestri si toglie ossigeno alle organizzazioni»
VIGEVANO «Sta crescendo, in questi anni, il numero delle aziende che per gravi difficoltà economiche sono costrette al fallimento e, tra queste, rilevante è il numero di quelle aziende che prima del fallimento stesso vengono svuotate dei loro beni, in modo da lasciare i creditori con un pugno di mosche». Il comandante provinciale della Finanza Domenico Grimaldi traccia i confini di un fenomeno criminale che la crisi rischia di alimentare e, in certi casi, anche nascondere. «Un fenomeno che stiamo monitorando in tutta la provincia di Pavia – prosegue Grimaldi –. Un momento di crisi come questo può spingere persone senza scrupoli a mettere in campo comportamenti illeciti, pensando di restare impuniti. Con questa operazione siamo riusciti a recuperare circa un milione di euro e in questo modo la pretesa dei creditori, in primis lo Stato, potrà essere soddisfatta». Da qui il valore dei sequestri dei beni come strumento per disarticolare le organizzazioni criminali e debellare fenomeni che rischiano, solo con gli arresti, di risorgere ancora: «L'aggressione dei beni era l'idea di Giovanni Falcone e mi trova d'accordo – prosegue ancora il colonnello –. Con i sequestri, per usare una metafora, si toglie l'acqua ai pesci che nuotano. Ci sono personaggi disposti anche a farsi la galera, perché sanno che quando usciranno avranno ancora le loro proprietà, nel frattempo rimaste intatte, perché magari intestate ad altre persone. Questo atteggiamento riguarda ovviamente soprattutto le organizzazioni criminali e fenomeni di stampo mafioso da cui anche il nostro territorio non è immune. Non si tratta di lanciare allarmi, ma semplicemente di tenere aperti gli occhi di fronte a ogni possibile degenerazione di certi comportamenti». (m. fio.)