Il governo salva i tribunali anti-mafia

di Paolo Carletti wROMA Il governo riunito ieri nell'ultimo consiglio dei ministri prima delle brevi ferie d'agosto, ha dato il via libera alla revisione dei tagli alla giustizia dopo una discussione durata quattro ore e mezzo. Un confronto impegnativo, dove non sono mancate le tensioni, e che non ha lasciato poi il tempo per prendere in esame l'agenda di autunno (abbattimento del debito), rinviato al consiglio dei ministri del 23-24 agosto. Nel provvedimento sono previste le soppressioni di 31 tribunali e 31 procure, la cancellazione di 220 sedi distaccate di tribunali sparse un po' in tutte le regioni italiane, e di 667 uffici di giudici di pace. Fino a qui tutto come previsto, ma ci sono novità importanti: sono stati infatti salvati i tribunali delle zone ad alta infiltrazione mafiosa che rischiavano di scomparire. Restano in attività quindi Caltagirone e Sciaccia in Sicilia, Castrovillari (cui sarà accorpato il tribunale di Rossano) Lamezia Terme e Paola in Calabria; Cassino nel Lazio (ma in una zona di cerniera con la Campania particolarmente delicata) cui sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta. E anche nelle pieghe della soppressione dei 667 uffici dei giudici di pace, sono stati mantenuti un giudice di prossimità in sette isole: Elba, La Maddalena, Ischia, Capri, Lipari, Procida e Pantelleria. Nel comunicato del consiglio dei ministri si sottolinea – poi ribadito anche dal ministro della Giustizia Severino – che avverrà «una ridistribuzione del personale amministrativo e dei magistrati restanti, per i quali non sono previsti né esuberi, né messa in mobilità». Insomma, alla fine di lunghe discussioni e pressioni sul governo, «si è deciso (sentiti il Csm e le commissioni parlamentari) di valorizzare il mantenimento di un forte presidio giudiziario nei territori caratterizzati da una significativa presenza della criminalità organizzata». Il ministro Paola Severino ha poi motivato le scelte fatte. «Sulla lotta alle mafie - ha detto - il governo non intende in alcun modo arretrare nemmeno sul piano simbolico». Tuttavia il polverone delle polemiche si è subito alzato. Con prese di posizioni contrastanti anche all'interno dei partiti della maggioranza. Scatenati gli ex An, che con Gasparri sono arrivati a chiedere alla Severino di dimettersi. Ma poco dopo il segretario del Pdl Alfano si è detto molto soddisfatto per il mantenimento del tribunale di Sciaccia, così come Luigi Vitali (Pdl, Commissione giustizia) ha espresso elogi: «Vanno riconosciute al ministro Severino coerenza e coraggio». Stessa musica nel Pd, con deputati del Sud ad applaudire e altri del Nord a scagliarsi contro il ministro «reo» di aver tagliato il tribunale del proprio collegio elettorale. E' evidente che i partiti continuano, e lo faranno sempre di più nei prossimi mesi, a misurare i provvedimenti del governo non sulle ricadute per il Paese, quanto sulle conseguenze che possono avere sul consenso del proprio bacino elettorale. Gasparri è durissimo con la Severino: «Se fossero state sedi di qualche banca di affari il governo si sarebbe mosso con ben altra cautela». Gasparri parla genericamente di «scorrettezze compiute dal Nord al Sud per quanto riguarda i tribunali». E' evidente che il Pdl (o una parte di esso) aveva fatto pressioni e richieste di cui il governo non ha tenuto conto. Per una volta invece si ritiene soddisfatto l'Idv, che attacca Gasparri, mentre la Lega parla ancora di un governo «a trazione meridionale» perché ha salvato i tre tribunali nelle zone di mafia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA