Gropello, i residenti «Dai campi arriva puzza insopportabile»
di Gabriele Conta wGROPELLO «C'è un odore così forte che sembra di essere in un'industria chimica». E' esasperato chi vive nella zona ovest di Gropello. Da qualche giorno infatti si avvertirebbe una puzza molto fastidiosa, in particolare la sera. «Dopo le 19.30 l'aria è irrespirabile», sostiene chi vive nei dintorni di via Marconi. «Purtroppo i Comuni non hanno competenza sullo spargimento dei fanghi», risponde il sindaco Giuseppe Chiari. Che ha appena avuto una riunione con gli agricoltori della zona. Si trascina da tempo il problema dei fanghi e dei concimi a Gropello Cairoli. Poco tempo fa infatti per protestare contro gli odori sgradevoli era nato anche un comitato di cittadini. «Ma la puzza che si sente in questi giorni è veramente insopportabile», dice che abita nella zona ovest del paese. Un odore acido, che ristagna col caldo e l'umidità: così i residenti descrivono le esalazioni che da qualche giorno sembrerebbero spandersi nell'aria. «E' una puzza diversa da quella soliti fertilizzanti – sostiene una donna in via Chiesuolo – più chimico». «In Comune ad oggi non abbiamo avuto segnalazioni particolari», fa sapere Giuseppe Chiari, sindaco di Gropello. Il primo cittadino però ammette che la questione in paese sia molto sentita. «Meno di un mese fa abbiamo avuto una riunione con tutti gli agricoltori della zona e le loro principali associazioni – racconta il primo cittadino –. In quell'occasione abbiamo distribuito a tutti il nuovo regolamento che disciplina la materia». Da qualche mese infatti la Provincia ha stabilito alcune regole precise per lo spargimento dei fanghi agricoli. «I fertilizzanti andrebbero interrati sottoterra per una trentina di centimetri – spiega Chiari – ma purtroppo i Comuni non hanno competenza in merito». Il controllo (e le relative sanzioni) spetterebbero infatti alla Regione. «Già l'anno scorso avevamo fatto diversi interventi presso le aziende agricole della zona con i vigili, l'Arpa e la guardia forestale – aggiunge Chiari – ma senza poter fare molto». su Twitter @GabrieleConta