«Più cattolici in politica»
La Chiesa, assicura Angelo Bagnasco, presidente della Cei (i vescovi italiani), «oggi ascolta l'ansia dei lavoratori che sono in apprensione per l'occupazione, di tanti giovani che non riescono ad entrare nella società che produce, e dà loro voce senza populismi, con umiltà». Bagnasco auspica poi che in politica «i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati». «I cristiani - ha detto - com'è loro dovere, sono stati e continueranno ad essere lievito nella società con fiducia e spirito di servizio, consapevoli di aver ricevuto un giacimento inesauribile di visione e di valori religiosi, umani e culturali». «La loro presenza - ha proseguito - non è codificata in formule specifiche, fatta salva la consapevolezza che sui principi di fondo non si può mercanteggiare, che i valori non sono tutti uguali ma esiste una gerarchia; che l'etica della vita e della famiglia non sono la conseguenza ma il fondamento della giustizia e della solidarietà sociale». Nell'omelia nella chiesa di S.Lorenzo a Genova, il cardinale ha parlato anche dei «grandi statisti cattolici che l'Italia ricorda».