L'Idv torna all'assalto di Napolitano

di Maria Berlinguer wROMA Giorgio Napolitano «prima fa finta di non vedere i fatti», poi «briga per nasconderli». Nuovo attacco frontale di Antonio Di Pietro contro il presidente della Repubblica per la vicenda della presunta trattativa Stato mafia degli anni Novanta. Questa volta è il sindaco di Palermo a rilanciare le accuse al Quirinale. «A prescindere se sia fondato o meno il conflitto di attribuzione, credo che questa iniziativa del Quirinale produca una sensazione di smarrimento», dice in un'intervista Leoluca Orlando chiedendo al capo dello Stato di «lanciare un messaggio ai magistrati di Caltanisetta e Palermo» spronandoli «ad andare avanti nei processi contro la mafia per fare luce sulla trattativa». L'esortazione del primo cittadino di Palermo suona, senza giri di parole, come una richiesta al presidente della Repubblica a rimediare a un suo errore, quello di aver sollevato il conflitto di attribuzione che avrebbe messo in difficoltà i magistrati antimafia nel loro lavoro. Tocca a Pasquale Cascella, il portavoce del presidente, replicare a Orlando. Cascella, come in altre simili occasioni, replica su Twitter. «Orlando dovrebbe ben conoscere quel che Napolitano ha detto e fatto a sostegno dei magistrati impegnati contro la mafia e per la legalità, il sindaco di Palermo deve aver sbagliato i destinatari delle sue domande», scrive il consigliere di Napolitano. E' però Antonio Di Pietro a tornare sull'argomento, rinnovando al Quirinale l'accusa di aver intralciato il lavoro della magistratura di Palermo. La vicenda è quella delle intercettazioni telefoniche dei colloqui dell'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino con uno dei consiglieri di Napolitano, il magistrato Loris D'Ambrosio, scomparso prematuramente lo scorso luglio. Una morte che ha sollevato molte polemiche politiche. «I moralisti ritengono che si debbano chiudere occhi, orecchie e bocca come le tre scimmiette anche se un presidente della Repubblica prima fa finta di non vedere, poi briga per impedire di conoscere i fatti, andando oltre i confini costituzionali del suo mandato», denuncia Di Pietro. «Tutti zitti e muti perchè è così che si dimostra "di portare rispetto"», dice il leader dell'Italia dei Valori riferendosi ai giornali che «escluse alcune eccezioni» sarebbero tutti schierati con il Colle. L'ex pm di Mani pulite invece lamenta «una campagna di denigrazione e calunnie senza precedenti» contro di sé e contro l'Italia dei valori. «Il minimo che si legge sui giornali è che sono un irresponsabile eversivo, io che tutta la vita non ho fatto che servire lo Stato come poliziotto, come magistrato come ministro». Le accuse a Napolitano dell'Italia dei Valori non sono finite. A dare manforte arriva infatti l'onorevole Pierfelice Zazzara che rilancia: il Colle ha «umiliato Parlamento e popolo» con le sue sollecitazioni sulla legge elettorale. Non è da meno il Movimento cinque stelle che dopo aver lanciato giovedì un sondaggio sul «peggior presidente della Repubblica italiana» ha diffuso ieri sul blog di Beppe Grillo la risposta. Le oltre 43mila risposte consegnano la maglia nera proprio a Giorgio Napolitano a quota 53,66%. L'attuale presidente è seguito a molta distanza da Francesco Cossiga con il 18,83%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA