Stradella, lampioni rotti Comune contro Enel sole

di Simona Bombonato w STRADELLA Stradella rompe con Enel sole. Il caso dei 25 lampioni bruciati e decapitati in varie parti della città da anni in attesa di ripristino mette la parole "fine" (o qualcosa di molto simile) ai rapporti tra il Comune e la società che gestisce l'illuminazione pubblica. Il municipio vuole riscattare i 700 lampioni di proprietà di Enel sole, arrivando così a possedere tutti i 1100 punti luce sulle strade urbane. Dietro la rottura c'è una questione che vede le parti su posizioni inconciliabili. Secondo il municipio la società «è chiamata a garantire il servizio, si tratti di sostituire una lampadina bruciata – puntualizza l'assessore all'Ambiente Antonio Curedda – o ripristinare le calotte illuminanti danneggiate dal maltempo o dagli incidenti stradali». E questo in virtù di una convenzione risalente agli anni Settanta, scaduta nel 1994, tacitamente rinnovata ogni 12 mesi. Convenzione che a Enel sole vale circa 70mila euro l'anno. «Fin troppi per la quantità e la qualità di luce che abbiamo sulle strade a Stradella – rincara Curedda – Nel momento in cui si è passati da un gestore pubblico a uno privato, non hanno più investito, ma solo tamponato situazioni che ora ci presentano il conto sottoforma di una serie di vie mezze al buio». Enel sole non è intervenuta sulla vicenda. Vero è che secondo la società, se con Broni è stato raggiunto un accordo tale per cui proprio in questi giorni sono in corso gli interventi ai lampioni danneggiati dagli alberi in via Circonvallazione, a Stradella i lavori pretesi dal Comune rientrerebbero nela voce "manutenzione straordinaria" e come tali non sarebbero contemplati dalla convenzione che regola i rapporti con il municipio. Da piazza Vittorio Veneto a via Trento, via XXVI Aprile, il cavalcavia in zona Badia, via Martiri Partigiani, per citare solo alcuni punti bui, il problema si ripropone a ogni calar del sole. Settembre è la scadenza data a Enel sole per la presentazione di un preventivo di spesa. Quello in base al quale, proposta economica permettendo, il Comune intende diventare proprietario di 1100 lampioni per considerare a tutti gli effetti sciolta la convenzione. Ancora Curedda: «Fino a quel momento non possiamo fare gli investimenti che abbiamo in mente per migliorare il servizio»