Truffa, Chiriaco indagato per un appartamento Asp

di Maria Fiore wPAVIA Un appartamento di proprietà dell'Asp, l'azienda servizi alla persona, che sarebbe stato acquisito con un contratto intestato a un ignaro parente. Un avviso di conclusione indagini, che vale come informativa di garanzia, è stato notificato l'altro ieri a Carlo Chiriaco, l'ex direttore sanitario dell'Asl già coinvolto nell'inchiesta sulla 'ndrangheta a Pavia e attualmente a processo con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il nuovo avviso di garanzia, che contiene le accuse di truffa, falso ideologico e abuso d'ufficio, non è collegato all'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano, ma sarebbe comunque scaturita dagli accertamenti che erano stati condotti per verificare il ruolo di Chiriaco nel favorire le presunte infiltrazioni mafiose sul territorio e in città. L'indagine sull'appartamento, svolta dagli agenti della squadra mobile di Pavia e coordinata dal magistrato della procura pavese Paolo Mazza, riguarda fatti avvenuti tra il 2007 e il 2008, quando Chiriaco era ancora direttore sanitario dell'Asp, e quindi prima che ricoprisse l'incarico al vertice dell'Asl. A luglio del 2007, infatti, risale la domanda all'Asp per avere in assegnazione un appartamento in viale Trieste, di proprietà dell'ente. La richiesta non è presentata da Chiriaco, ma da un giovane nipote dell'ex direttore sanitario che abita in Calabria. L'appartamento, di circa 73 metri quadrati, è a canone agevolato. Costa 120 euro al mese, ma tenendo conto della posizione, di fianco alla stazione e a due passi dal centro, è una buona occasione. La domanda sembra regolare. Solo che, secondo l'accusa, il nipote non sa niente di quella casa e di quel contratto, stipulato qualche mese dopo la richiesta. Il parente viene a conoscenza di essere l'intestatario dell'appartamento solo quando si vede recapitare, nel 2010, un'ingiunzione di pagamento per canoni arretrati. Scopre anche di avere avuto la residenza a Pavia (un requisito per la domanda) nonostante non l'abbia mai chiesta. Il parente di Chiriaco decide di avviare una causa civile, in cui viene impugnata l'ingiunzione di pagamento. E nello stesso tempo i poliziotti verificano gli eventuali risvolti penali. Vengono sentiti, per questo, anche il presidente dell'Asp Sergio Contrini e il direttore Maurizio Niutta, che spiegano di non essersi accorti di nessuna irregolarità in quella domanda. Le accuse nei confronti di Chiriaco, che avrebbe truffato l'Asp e spinto i vertici a formare un atto falso, con la delibera di assegnazione dell'appartamento, sono comunque da provare. «Contestazioni prive di fondamento – le definisce l'avvocato di Chiriaco, Oliviero Mazza –. Ci difenderemo nel merito. Prima di tutto perché quel contratto è regolare ed è stato effettivamente sottoscritto dal nipote del mio assistito. In secondo luogo, perché Chiriaco non era più dirigente dell'Asp quando fu sottoscritto il contratto. Lo dimostreremo con i fatti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA