Damasco: cacciati i terroristi da Aleppo

BEIRUT La tanto attesa controffensiva di terra delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad contro le roccaforti dei ribelli ad Aleppo si è conclusa - secondoDamasco - con un successo-lampo. Smentito però dalla versione dell'Esercito libero e dalle testimonianze di giornalisti stranieri sul posto, secondo i quali le truppe lealiste non hanno preso il controllo di Salah ad Din, quartiere chiave alla periferia sud-occidentale della prima città per importanza della Siria. E anche la vicenda dei 48 iraniani catturati nei pressi di Damasco sabato scorso dai ribelli continua a riservare contorni imprevisti: Teheran, da oltre 30 anni alleato strategico del regime siriano, ha ammesso ieri che tra i sequestrati ci sono anche alcuni membri «in pensione» delle temibili guardie rivoluzionarie. L'altro maggiore alleato del regime di al Assad, la Russia, ha poi smentito categoricamente un'altra notizia data dai ribelli, quella dell'uccisione di un suo generale, Vladimir Kuzheiev, anch'egli «in congedo» e che secondo i miliziani siriani era stato invece ucciso in un sobborgo non precisato a ovest di Damasco. Mentre il bollettino dei Comitati di coordinamento locali fa un bilancio di almeno 91 morti nella giornata di ieri, ad Aleppo, gli occhi sono stati puntati tutto il giorno su Salah ad Din, ingresso sud-ovest della città, dove i militari di Damasco - secondo la tv di Stato - sono entrati e «hanno ripulito la zona uccidendo e arrestando numerosi terroristi». Secondo il racconto ufficiale, le truppe governative non hanno incontrato resistenza e hanno raggiunto le postazioni chiave di Bab al Hadid e Bab Nayrab, nel centro e nell'est di Aleppo. Informazioni smentite con decisione dai ribelli che hanno detto di essere ancora a Salah ad Din e di aver risposto al fuoco. I giornalisti presenti ad Aleppo hanno riferito di «violenti combattimenti» dentro e attorno a Salah ad Din e di «rinforzi» ai ribelli giunti da altri quartieri della città controllati dall'Esl. Non si ha però alcuna conferma della notizia, diffusa ieri mattina dalla tv al Arabiya, dell'abbattimento da parte dei ribelli di un caccia Mig governativo. Sul piano diplomatico, sono continuati gli sforzi iraniani di limitare le perdite a livello regionale in caso di eventuale caduta del regime di Damasco: oggi a Teheran è prevista una conferenza «consultiva» tra rappresentanti a vario livello di una dozzina di Paesi di Asia, Africa e America Latina non apertamente schierati con l'Occidente.