Biogas a Stradella, si decide a ottobre
di Linda Lucini wSTRADELLA Completo gessato, faccia scura e nessuna voglia di fare dichiarazioni. Il responsabile di Scor2 esce così dalla conferenza dei servizi sull'impianto di biogas in progetto a Stradella. In mano ha solo un rinvio della decisione al 10 ottobre. I vigili del fuoco hanno infatti chiesto 60 giorni di tempo per dare un parere tecnico al piano di sicurezza. Scor2 l'ha consegnato il 2 agosto. Troppo tardi, a detta dei pompieri, per poterlo esaminare accuratamente. Per Scro2 il rinvio vuol dire rischiare di perdere gli incentivi previsti, ossia 0.28 centesimi al kwh, invece degli 0,07 previsti dal mercato per l'energia che dovrebbe produrre il nuovo impianto. Tali incentivi infatti sono previsti solo per quest'anno, ma la messa in cantiere dell'impianto (allacciamenti compresi) deve avvenire entro il 31 dicembre. Certo, gli incentivi ci saranno anche nel 2013, ma la cifra sarà notevolmente ridotta. Non esce dagli uffici della Provincia con un sorriso neppure il vicesindaco di Stradella Piergiorgio Maggi: «Il Comune sta facendo tutto quello che può, ma il destino di Stradella non è più nelle nostre mani. Combatteremo fino in fondo, ma purtroppo contiamo poco». In conferenza dei servizi contano i pareri tecnici di Arpa e Asl che hanno già detto sì. Ora dipenderà dalla presa di posizione dei vigili del fuoco che già avevano chiesto a Scor2 modifiche al piano di sicurezza e che ora dovranno valutare se il nuovo piano è accettabile o meno. Maggi ha nelle mani un grosso faldone. E pieno di materiale utile per sostenere il «no» all'impianto. «In conferenza dei servizi però non siamo neppure entrati nel merito – dice – Noi però abbiamo mille motivi per spiegare la nostra contrarietà. E che non ci vengano a dire che si tratta di motivazioni politiche. Faremo tutte le valutazioni tecniche per motivare la nostra contrarietà, ma di fronte a un consiglio comunale che all'unanimità boccia il progetto, al territorio e alle associazioni agricole e ambientaliste schierate per il «no» qualche tenuta in considerazione ci vorrebbe e anche qualche valutazione politica bisogna farla. Soprattutto di fronte ad una legge sulle energie rinnovabili emanata per risolvere i problemi ambientali che invece crea business. Che cambia la vocazione del nostro territori con 320 ettari coltivati a mais solo per alimentare quel business». Infine Maggi lancia la stoccata: «L'assessore provinciale all'Ambiente Alberto Lasagna aveva detto che avrebbe detto «no» a tutti gli impianti che invece di lavorare gli scarti avrebbero utilizzato risorse alimentari, come nel caso dell'impianto di Stradella, speriamo che mantenga questa posizione».