S. Genesio, la Provincia scrive alla Procura
SAN GENESIO Sulla questione dello stabilimento Trinacria a rischio di incidente rilevante interviene anche la Provincia. In una lettera, inviata a Comune, Regione, Prefetto e Procura, oltre che alla capogruppo di minoranza Flavia Fulvio, chiede chiarimenti sulla procedura seguita dall'amministrazione comunale. Secondo Piazza Italia il Comune non avrebbe redatto l'elaborato tecnico sui rischi di incidenti rilevanti e non avrebbe informato i cittadini. L'assessore al territorio Michele Bozzano sottolinea la necessità di «dare garanzie alla cittadinanza che non è stata informata sulla decisione di avere dietro casa uno stabilimento a rischio» e aggiunge: «Il percorso autorizzativo non risulterebbe corretto, inoltre il permesso a costruire non riguardava un insediamento con queste caratteristiche. Il nostro compito è accertare che le procedure vengano seguite fino in fondo, la legge va rispettata e la popolazione deve conoscere i rischi che corre». Lascia quindi la sala del consiglio di San Genesio e si sposta in Piazza Italia lo scontro sulla Trinacria trasporti, l'azienda che stocca tonnellate di "sostanze e preparati pericolosi". La Provincia ricorda che «prima del permesso a costruire sarebbe stato necessario redigere l'Erir, l'elaborato tecnico "Rischi di incidenti rilevanti". «Non risulta – si legge sul documento firmato dal dirigente del settore territorio – che sia stato prodotto e approvato». E ora il comune ha 30 giorni di tempo per chiarire la situazione. E se per la capogruppo Fulvio «è evidente che siano stati individuati vizi gravissimi nella procedura», il sindaco Cristiano Migliavacca parla di "lettera confusa" e annuncia che chiederà «un incontro con il presidente Bosone per avere chiarimenti sul contenuto». Agatino Cantarella, l'altro capogruppo d'opposizione, invece punta il dito sul fatto che «il documento è indirizzato anche alla Procura della Repubblica». «Le case – dice – si trovano a 500 metri di distanza, le scuole ad un chilometro e accanto c'è un esercizio commerciale». «La Provincia – attacca Fulvio – chiede anche di valutare, in autotutela, la possibilità di revocare eventuali atti illegittimi e il riferimento è al permesso a costruire rilasciato dal Comune. E' quanto avevo sostenuto in Consiglio. Non va dimenticato che dopo 180 giorni la notifica dell'attività di rischio, la Trinacria poteva stoccare tonnellate di sostanze pericolose». Il sindaco, raggiunto in vacanza, dice: «Ho letto via mail la lettera, non posso avvalermi dell'ufficio tecnico, che è in ferie, ma mi sembra forzata. Piazza Italia aveva ricevuto lo scorso 18 maggio la notifica sull'inizio attività e non capisco come il dirigente lo abbia scordato». Per Milena D'Imperio, vicepresidente della Provincia e consigliere d'opposizione. «Questa è la risposta che l'amministrazione, con il supporto dell'ufficio tecnico, dà ai cittadini che invece chiedono trasparenza – afferma l'assessore provinciale -. L'opposizione era stata accusata di non sostenere l'imprenditoria, quella che non paga gli oneri e realizza stabilimenti a rischio a due passi dal centro abitato». Stefania Prato