Addio a Nando Azzolini, pioniere delle radio libere
PAVIA «Il più cordiale buon giorno a tutti gli ascoltatori e le ascoltatrici di Radio Pavia...»: per anni i pavesi si sono svegliati con questo saluto e con le notizie della notte e della sera precedente. La voce era quella di Nando Azzolini, morto ieri all'età di 77 anni. Prima corrispondente della Gazzetta del Popolo (fu il primo ad arrivare nel 1962 in stazione a Voghera subito dopo il disastro ferroviario e fu tra i primi a giungere sul luogo della morte di Enrico Mattei), poi pioniere delle radio libere. Il 25 agosto 1975 nasce Radio Pavia, una delle prime emittenti locali in Italia la cui guida è da subito affidata a Azzolini. La frequenza è quella ormai cult dei 102.7: ripetitore al Penice, ascolto in buona parte della provincia. Azzolini è cronista nel sangue, intuisce che non basta la musica. Ed ecco così 16 giornali radio al giorno, più le trasmissioni sportive domenicali (antesignane delle odierne trasmissioni tv con commenti dal vivo e risultati ), più gli approfondimenti con filo diretto con gli ascoltatori. Radio Pavia è, di fatto, un contenitore che anticipa i moderni social network. Azzolini spinge sull'informazione diffusa che completa agli inizi degli anni Ottanta con la creazione del Lunedì. Il 3 novembre del 1984 Radio Pavia, per la visita in città di Papa Giovanni Paolo II, organizza la più lunga diretta della storia dell'emittenza locale. Dalla radio i pavesi seguono il percorso papale proprio dalla voce di Nando Azzolini. Quella voce che si è spenta ieri lasciando nel dolore e nel ricordo la moglie Pia, la figlia Chiara, il fratello Antonio (anche lui giornalista, testimone e protagonista di quegli anni). I funerali di Nando Azzolini si celebreranno domani alle 11 nella piccola chiesa di San Giuseppe accanto all'Alzaia . La chiesa dove Nando andava a pregare alla memoria di sua figlia Elena, stroncata ventenne alla fine degli anni Ottanta.