Emergenza incendi Roghi raddoppiati in Sicilia è allarme

di Fiammetta Cupellaro wROMA La Riserva dello Zingaro, in Sicilia, una delle oasi naturali più famose e antiche del Mediterraneo, in fumo. Una parte della pineta di Roio, polmone verde a ridosso dell'Aquila, inghiottita da un incendio. Due persone sono rimaste ferite in Sicilia tra cui un operaio della forestale precipitato da un burrone, mentre 33 scout, circondati dal fumo sulle pendici dell'Etna, sono stati tratti in salvo dalla Forestale. Questo è il bilancio solo delle ultime 24 ore, ma sono giorni che da nord a sud, vigili del fuoco e protezione civile stanno fronteggiando l'emergenza roghi. Si teme anche per la sesta ondata di caldo, «Nerone». In pochi giorni sono stati cancellati centinaia di ettari di boschi, di macchia mediterranea, coltivazioni e vigneti. In Sardegna, Puglia, Lazio e Toscana le situazioni più difficili, ma è in Sicilia che le fiamme rischiano di creare un'emergenza ambientale. Oltre gli incendi divampati nel Trapanese e sull'Etna, a Palermo da nove giorni sta bruciando la discarica di Bellolampo causando allarme tra la popolazione per le sostanze che si stanno sprigionando dai roghi dei rifiuti. Ma leggendo i dati resi noti ieri dal Corpo Forestale il 2012 verrà ricordato come l'anno peggiore: da gennaio al 31 luglio sono stati 4.700 gli incendi, il 93% in più rispetto allo stesso periodo del 2011. Sono raddoppiati. Cancellati 24mila ettari: circa il 63 per cento in più rispetto all'anno scorso con un marcato aumento di boschi bruciati, oltre il 110 per cento. E visto che davanti ci sono agosto e settembre, si teme che la quota di 8mila incendi (totale del 2011) verrà superata. Sempre secondo la Forestale la maggior parte degli incendi sono di natura dolosa: denunciate 276 persone, sette arrestate. A questo proposito chiara la presa di posizione del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente che ha annunciato; «Il Comune si costituirà parte civile se la natura dolosa dell'incendio, che sta interessando la pineta di Roio, patrimonio della nostra città, dovesse rivelarsi di origine dolosa». Hanno invece sollevato polemiche le parole di Matteo Rizzi, sindaco di San Vito Lo Capo, paese dove si trova la Riserva dello Zingaro: «Il fuoco si è spento perché non c'era più nulla da bruciare. Siamo rimasti soli a fronteggiare l'emergenza. Non sono intervenuti i Canadair né altri mezzi aerei, gli unici che potevano fermare le fiamme. E' inconcepibile che una delle riserve vada in fumo senza che si alzi un dito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA