Ospedale, i tagli del governo mettono a rischio 31 precari
di Simona Bombonato wSTRADELLA La manovra di Monti per ridurre i costi, la revisione delle spese che affronterà il voto alla Camera domani, mette a rischio i lavoratori precari degli ospedali di Broni e Stradella. A ottobre gli atipici potrebbero non vedersi rinnovare il contratto, e il servizio per conseguenza venire ridotto con effetti sull'utenza. Numeri alla mano, il futuro incerto riguarda 21 tra infermieri e fisioterapisti considerando l'unificato di via Achilli a Stradella (108 posti letto) più la struttura per lungodegenti di Broni (20); ventuno da sommare ad altri 10 medici liberi professionisti. Un totale di 31 lavoratori "atipici", quindi, su un numero complessivo che tra Stradella e Broni si assesta attorno alle 300 unità. L'allarme arriva segretario generale di Cgil Fp Pavia Gilberto Creston. «La situazione è critica – premette – a Stradella e Broni, come per gli altri presidii dell'Azienda ospedaliera. Ci sono bilico 150 lavoratori e lo stesso vale per i circa 200 del policlinico San Matteo. Rischiano tutti i contratti a tempo. A ottobre, purtroppo, sarà questa una delle emergenze da gestire». Creston dà l'autunno come scadenza perchè è stato anticipato al 31 ottobre il termine per l'individuazione degli standard qualitativi, strutturali e quantitativi per l'assistenza ospedaliera da parte delle Regioni, previa intesa della Conferenza Stato-Regioni. Passaggio da cui dipendono anche i tagli eventuali dei posti letto. E' questo un nodo cruciale, spiega poi il presidente dell'Ordine dei medici di Pavia Giovanni Belloni, primario di Medicina a Stradella. «La premessa è che l'eventuale taglio del personale non può comunque scontrarsi con gli standard di assistenza che a loro volta sono funzione dei posti letto. Faccio un esempio – prosegue Belloni – A Stradella Medicina ha 42 posti letto per 8-9 medici. Se i posti vengono mantenuti non c'è margine per ridurre il personale». C'è però un "ma" a fronte del fatto che i 3,9 posti letto ogni mille abitanti calcolati in Lombardia debbano scendere a 3,7 e che in provincia di Pavia lo stesso rapporto sia quasi il doppio (6). «Se i criteri imposti del Governo vengono interpretati su scala regionale – riprende Belloni – allora le conseguenze dei tagli dovrebbero essere meno pesanti. Se invece si entrerà nel merito dell'anomalia di Pavia, comune per altro a Brescia, allora ci sarà da preoccuparsi davvero». Stradella saprà in autunno anche se andrà in porto la richiesta di istituire due letti di Terapia intensiva post operatoria, come il potenziamento del personale del Pronto soccorso e l'istituzione di posti letto per sub-acuti. Richiesta che il Comune di Stradella aveva formalizzato in primavera con un ordine del giorno approvato in consiglio comunale. Per l'Azienda ospedaliera è ancora troppo presto per sbilanciarsi: «Al momento attuale non sono previsti tagli – precisa il direttore generale Daniela Troiano – Aspettiamo la manovra e poi le decisioni della Regione attese per novembre».