«Non ho litigato con Simona»

di Adriano Agatti wMIRADOLO TERME «Il nostro rapporto si era deteriorato ma giovedì sera non avevamo litigato. Io non ero a casa e non l'avrei mai fatta uscire da sola dopo una discussione». Angelo Mattia parla lentamente nella villetta di Miradolo che si trova a due passi dal cimitero. Una casa nuova ma terribilmente vuota perchè la convivente Simona Ardemagni si è lanciata sotto un camion cisterna a Orio Litta, in provincia di Lodi. Una vicenda che ha cambiato la vita di un maresciallo dei carabinieri (in forza alla Caserma di Sant'Angelo Lodigiano )ancora provato da una tragedia decisamente inaspettata. L'operaia della Galbani si è tolta la vita (l'ipotesi dell'incidente provocato da un malore sembra ormai scartata) proprio il giorno del compleanno del compagno e, prima di lanciarsi sotto il camion al volante della Punto, gli ha inviato alcuni sms. Inquietante l'ultimo, tre minuti prima del terribile schianto: «il mio spettacolo sta per iniziare». Messaggi di una donna provata che, comunque, non farebbero emergere un rancore particolare nei confronti del compagno. Angelo Mattia è un uomo provato che cerca risposte sui motivi di una morte che gli ha svuotato la vita. «Non vedo futuro senza di lei – spiega – nonostante tutto ci volevamo ancora bene. Quella notte sono stato il primo a capire che poteva essere successo qualcosa di molto grave. Può confermarlo anche Simone, il figlio più grande di lei. L'ho chiamato e gli ho manifestato tutti i miei dubbi quando non più visto l'auto vicino a casa. La terribile notizia l'ho ricevuta dai miei colleghi di Stradella. Mi sono precipitato sul posto della tragedia dove ho potuto vederla forse per l'ultima volta». Angelo Mattia e Simona Ardemagni si è erano conosciuti dodici anni fa in un bar di Corteolona. «Lei faceva la barista – spiega – io andavo sempre in quel locale. Ci siamo frequentati e, dopo qualche anno, ci siamo messi insieme. Una storia come tante, ci volevamo molto bene. Lei era una donna solare. Per quanto riguarda i biglietti lasciati in casa voglio spiegare che non parlava chiaramente di suicidio. In quello indirizzato a me ha espresso il desiderio che mi fosse affidato il figlio più piccolo che era praticamente cresciuto con noi. Sono veramente sconvolto per quello che è successo, non ho mai avuto il minimo sospetto che potesse fare una cosa simile. Sarei dovuto partire per andare a trovare mia madre per due settimane e lei si stava preparando per andare a vivere con i figli in un appartamento che aveva preso in affitto. Volevamo ricominciare vivendo in abitazioni separate ma non è stato possibile. I nostri problemi sono iniziati tre anni fa quando abbiamo acquistato questa casa». Intanto i carabinieri di Orio Litta hanno concluso gli accertamenti sull'incidente. Domani mattina sarà eseguita l'autopsia e il magistrato concederà il nulla osta per la rimozione del corpo. I funerali saranno celebrati forse martedì a Miradolo Terme.