Tentata estorsione a Berlusconi Lavitola in carcere
ROMA Nuova misura cautelare per il faccendiere Valter Lavitola per estorsione aggravata nei confronti dell'ex premier Berlusconi. Arresto su mandato del gip di Napoli per Carmelo Pintabona, per gli stessi reati in concorso. La vicenda è relativa ai 5 milioni di euro che Lavitola intendeva chiedere durante la sua latitanza in Sud America. Lavitola, con Pintabona, ha certamente inoltrato richieste di denaro a Berlusconi. A parlarne per prima con i pm è stata, la sorella di Lavitola, Maria che raccontò di essere stata avvicinata da una donna perché consegnasse una lettera all'ex premier per ottenere 5 milioni di euro dal leader del Pdl; e se Berlusconi non avesse pagato «avrebbe avuto le giustificazioni per dire tutto quello che sapeva». Dalla nuova ordinanza risulta che la donna abbia riferito un'altra circostanza. Durante la latitanza Lavitola avrebbe inviato a Berlusconi una mail o un fax in cui avrebbe scritto la frase: «Torno e ti spacco il culo». Sempre dall'ordinanza emerge che l'avvocato Sammarco, legale di Berlusconi è indagato. Secondo gli inquirenti fu lui ad «acquistare due biglietti per l'Argentina pagando circa 6mila euro in contanti in violazione della normativa antiriciclaggio».