Case popolari, 561 in lista per 20 alloggi

di Denis Artioli wVIGEVANO Il numero delle richieste presentate in Comune per avere una casa popolare è sempre altissimo. L'ultima graduatoria, pubblicata sull'Albo pretorio, parla di 561 persone in lista d'attesa su una ventina, al massimo, di alloggi che sono già disponibili o stanno per liberarsi. In municipio, si aspettano per i prossimi mesi anche un ulteriore aumento delle domande. «Non solo le richieste non diminuiscono – spiega l'assessore alle politiche abitative e ai servizi sociali, Andrea Ceffa – ma è stata anche cambiata dalla Regione la soglia minima del reddito Isee per ottenere il contributo per l'affitto e il rischio è che non possa più riceverlo una fascia di persone che prima ne aveva diritto. Quindi, nella nostra città, il risultato potrebbe essere quello di un ulteriore aumento delle domande per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte soprattutto di chi non riesce più a pagare il canone sul libero mercato». L'Aler non costruisce nuovi alloggi, sottolinea Ceffa «anche perché ci sono parecchie situazioni di morosità, con inquilini che hanno accumulato migliaia di euro di debiti non pagando affitto e spese». Va anche per le lunghe il tentativo di vendita di Palazzo Riberia (il cui ricavato verrebbe investito per realizzare altre case popolari). La situazione generalizzata di difficoltà economica, inoltre, non aiuta. «Ci sono già più persone che presentano la domanda perché hanno perso il lavoro o sono pensionati – sottolinea Ceffa –. Inoltre, sta crescendo una situazione di famiglie straniere, in particolare egiziane, piuttosto numerose e in estrema difficoltà per la perdita del posto di lavoro, e hanno ricevuto lo sfratto. Le ultime situazioni di tensione che si sono verificate negli uffici dei servizi sociali sono legate soprattutto al discorso-casa». Ma gli alloggi disponibili sono una goccia nel mare rispetto alle richieste: «Molta gente presenta la domanda – dice l'assessore – ma fortunatamente non ha un'immediata esigenza e lo fa sperando di ridurre le spese in futuro». Non c'è soluzione, quindi, al problema casa? «Una strada potrebbe essere quella di incentivare il ricorso al contributo per l'affitto – sostiene Ceffa – anche perché ci sono molte abitazioni vuote in città e potrebbe essere una soluzione per tutti. Tra l'altro, prima il contributo veniva erogato agli inquilini, ma qualcuno prendeva i soldi e li utilizzava per altre spese. Ora il contributo andrà direttamente al proprietario anziché agli inquilini che ne fanno richiesta, con le dovute garanzie per entrambi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA