«Pagheremo di più l'uva dei nostri soci» Broni sfida la crisi

BRONI Vendemmia 2012, Terre d'Oltrepo mostra i muscoli: la Cantina sociale più grande d'Oltrepo pagherà di più le uve dei soci mentre annuncia di essere pronta a pigiare i due terzi di tutta l'uva prodotta da queste parti di Lombardia. L'offensiva è partita: Broni chiama le Cantine sociali sorelle. Sabato scorso si sono riuniti in assemblea i soci della più importante d'Oltrepo: 890 gli associati conferenti che rendono produttivi 4500 ettari di vigneti (ovvero più di un terzo dell'intero vigneto Oltrepo). Numeri pesanti. Durante l'assemblea di Terre, i vertici bronesi hanno sfoderato un bilancio, chiuso il 30 giugno, con una crescita di fatturato del 14% nell'ultimo anno. Attenzione crescente, assemblea affollata: qui ormai si fa il mercato di riferimento dell'uva d'Oltrepo. L'attesa era per una cifra, in particolare. E a questa cifra non guardano solo i viticoltori di «Terre». Sorpresa svelata. Il presidente, Antonio Mangiarotti, e il direttore, Livio Cagnoni, hanno così comunicato i prezzi delle uve della vendemmia 2012: i viticoltori si vedranno riconoscere l'8% in più del prezzo medio al quintale pagato nel 2011. Al netto della crisi, Terre dunque rilancia: applauso dei soci a sottolinearlo. Come si è capito nel corso dell'assemblea, Terre sta proseguendo sul percorso per arrivare a un'unica cantina cooperativa territoriale. Dalle relazioni di direttore e presidente altri segnali sulle strategie di marketing. La maxi Cantina ha diversificato il proprio mercato: attenzione all'Italia, sempre più spazio per l'export. Si proseguirà puntando sugli Stati Uniti, in joint-venture con altri gruppi vinicoli italiani, e con politiche di espansione verso le nazioni extra Unione Europea,a partire da Cina e Brasile. Proprio per questo scopo è stato assunto tempo fa l'enologo-manager Carlo Casavecchia, con l'obbiettivo di renderlo ambasciatore marketing del vino Terre-Oltrepo. Se i nuovi mercati hanno bisogno di grossi volumi, il direttore Cagnoni, durante l'assemblea, ha dichiarato che l'intenzione di Terre d'Oltrepo è arrivare a regime a pigiare ad ogni vendemmia 700mila quintali di uva pigiata all'anno (sul milione circa di tutta l'area oltrepadana), come consentono già i moderni impianti acquistati dalla cantina cooperativa. Investimenti e progetti. Dalle relazioni vengono esaltate le virtù economiche di Terre: i soci, negli anni, hanno sempre rifinanziato con parte dei dividendi l'innovazione, anche in virtù del ponte con Regione Lombardia, potendo contare sui bandi regionali. Pensando in grande e al prossimo decennio, «Terre» prevede d'impegnare altri 30 milioni di euro su capitoli strutture, personale e promozione italo-estera. Sorridente e soddisfatto il direttore Livio Cagnoni si dice colpito dall'affiatamento che l'assemblea ha fatto emergere: «L'orgoglio di appartenenza a Terre d'Oltrepo dei tanti imprenditori agricoli che conferiscono le loro uve facendo grande questa cooperativa – dice – mi ha entusiasmato. Se la cantina è arrivata a simili traguardi in tempi così difficili per l'economia lo si deve proprio al rapporto di fiducia e affiatamento che si respira qui. Si cresce solo insieme». Crescere ancora, Terre non si ferma. E punta alla più storica delle fusioni multiple, magari riprovando già dall'autunno da quella con Torrevilla. (f.g.)