Baby furto in macelleria Si cerca un maggiorenne

di Simona Bombonato wSTRADELLA I genitori si sono presentati davanti ai carabinieri con lo sguardo perso di chi non sa capacitarsi dell'accaduto. Ancora increduli che il loro primogenito 16enne fosse stato segnalato al Tribunale dei minori con l'accusa di furto aggravato. Un famiglia come tante, quella del ragazzino denunciato per il colpo alla macelleria equina di via Costa. Papà impiegato, un altro figlio più piccolo, una vita "normale" in un contesto tutto sommato "protetto" come può essere quello di una cittadina di 11mila abitanti. Il 16enne, studente al terzo anno di un istituto superiore della città, continuerebbe a non rivelare i nomi degli altri due presunti complici. Non tradisce il gruppo di cui secondo indiscrezioni farebbero parte altri due ragazzi di Stradella, di cui uno forse maggiorenne. Le indagini continuano e nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi decisivi. Del caso si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Stradella. I ragazzi pare conoscessero molto bene la zona in cui avrebbero deciso di agire. E il negozio che probabilmente tenevano d'occhio da tempo per studiare le abitudini e i movimenti del titolare. Il giovane ha respinto le accuse, ma secondo i carabinieri sarebbe stato lui con altri due ragazzi ad aver sottratto 500 euro dalla cassa del negozio, dopo averne scassinato la porta sul retro (al momento del furto la macelleria era chiusa). I carabinieri sono intervenuti su segnalazione di qualcuno che avrebbe visto. Per accertare la verità saranno decisive le prossime ore. Ma a chi ha figli o è a contatto con i giovani la vicenda ha fornito più di uno spunto di riflessione. Tra questi c'è il parroco don Pietro Lanati che di giovani ne vede tutti i giorni (30 gli animatori e oltre 200 solo gli iscritti al Grest di quest'anno). «Di fronte a questi fatti io penso all'effetto condizionante del gruppo – commenta il sacerdote – Quando agiscono insieme c'è sempre un capobranco e personalità magari più fragili che si lasciano influenzare facendo cose che i singoli nemmeno si sognerebbero. Mi chiedo però quale sia il criterio per definire una famiglia "normale". I genitori hanno il terrore della droga. Alla base c'è però un discorso educativo che parte da lontano e non sempre è presente». Per l'assessore alle Politiche giovanili Antonio Curedda «la scuola è molto attenta a seguire i ragazzi in questo senso, viene da chiedersi quali siano davvero le dinamiche che fanno scattare certi comportamenti in ragazzi come tanti».