Calvi: tutti gli errori del nuoto azzurro
PAVIA Sarebbe facile ora dire "Io l'avevo annunciato", ma Alessandro Calvi prima della partenza della spedizione azzurra alle Olimpiadi proprio alla Provincia pavese aveva dichiarato che questo sarebbe stato un anno di transizione, anche se il quinto posto sui 200 stile di Federica Pellegrini sorprende anche lui. «Pensavo che Fede avrebbe vinto almeno la medaglia di bronzo – afferma il nuotatore pavese, membro della 4x100 ad Atene e Pechino – invece qualcosa non ha funzionato, perché non è possibile che nella sua gara sia scivolata fuori dal podio con quei tempi». Cosa non ha funzionato? «Da quando Castagnetti non c'è più, le cose per lei sono cambiate – continua Calvi – ma vale per tutta la squadra azzurra. Credo che la federnuoto abbia lasciato decidere tutto alla Pellegrini. Federica ha cambiato allenatori troppo spesso, senza riuscire mai a trovare quello adatto a lei, uno che le proponesse un metodo da seguire. Ci vuole continuità nel lavoro». Filippo Magnini è uscito nelle qualificazioni. «E' un amico e ho diviso per anni con lui la camera in nazionale – aggiunge il nuotatore di San Genesio –. Avendo una certa età ha bisogno di allenarsi con continuità per dare il massimo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato ed i Giochi in questo sono impietosi. La 4x100 stile? La federazione non è stata chiara. Avrebbe dovuto dire che questa Olimpiade serviva ai giovani per fare esperienza, ma i Giochi mettono pressione e annunciare che era un quartetto da medaglia è costato caro, tanto caro che forse i giovani hanno pagato la tensione. Una delusione? Il ranista Scozzoli, non pensavo che dalla semifinale alla finale avesse una regressione così evidente». Calvi non lo dice, ma forse prepensionare lui e Galenda, che avevano già fatto due Olimpiadi, è stato un errore. Maurizio Scorbati