Affonda anche la 4per200 donne Il nuoto azzurro all'anno zero
LONDRA Dopo i due quinti posti di Federica Pellegrini nei 400 e 200 sl, nemmeno la 4per200 stile libero (settima nella gara vinta dalle statunitensi) ha riportato un minimo di serenità in casa azzurra, al termine di un'altra giornata nera. E mentre ci si avvia verso la conclusione dell'esperienza in vasca senza il becco di una medaglia, la bagarre tra federazione, tecnici e atleti sembra essere solo all'inizio. Un tutti contro tutti che ha il sapore di una resa dei conti dopo anni di trionfi stellari. Magnini ieri ha rincarato la dose, scagliandosi contro i critici che in rete non hanno perso l'occasione di rinfacciare a lui e a Federica tutte le comparsate televisive degli ultimi anni. Polemiche a parte, siamo di fronte alla fine di un'epoca per un nuoto che ora deve «ritrovare umiltà», come afferma l'ex azzurro Lorenzo Vismara. Il presidente del Coni Gianni Petrucci applaude comunque i ragazzi scesi in vasca: «Non ho nulla da rimproverare al nuoto e alla scherma azzurra». Intanto ieri il naufragio generale è proseguito sia da una parte che dall'altra: in vasca hanno alzato bandiera bianca nelle batterie la Boggiatto, Turrini e Ranfagni, mentre in pedana non hanno strappato applausi Pizzo e il duo femminile Marzocca e Vecchi. Domani parte l'avventura dell'atletica leggera e anche lì il rischio di un flop c'è. Non ci resta che sperare. NEL PAGINONE I SERVIZI di MAURIZIO DI GIANGIACOMO e ANDREA GABBI