Gli anziani del centro diurno in gita sul trenino
PAVIA Il trenino è partito alle dieci in punto da via Emilia, nel cortile del Santa Margherita. Ma al posto di tanti bambini vocianti trasportava gli anziani ospiti del centro diurno Alzheimer. L'emozione, che si leggeva sul loro volto però era la stessa. La gioia di un giorno diverso dagli altri, una gita fuori dalla routine casa-ospedale, l'aria fresca che accarezza il viso. Sono saliti in 23 sul trenino turistico che segue un percorso lungo le vie della città, tra le chiese romaniche, il fiume e la piazza. Con loro anche alcuni parenti, la psicologa Manuela Lori, tre operatori socio sanitari e l'educatrice Valeria Re. «Ogni anno per tradizione organizziamo una festa d'estate con i frequentatori del centro diurno Alzheimer e i loro parenti – spiegano gli organizzatori –. Quest'anno abbiamo penato a un giro per la città: una riscoperta per chi la conosceva e una bella esperienza per chi non è pavese». Tutti attenti, il sorriso stampato sul volto. Per qualcuno un'emozione in più al passaggio davanti alla chiesa in cui si era sposato, al palazzo in cui aveva vissuto da giovane, al luogo in cui lavorava prima della pensione. «Ci hanno anche permesso di ricostruire una geografia inedita dei luoghi – spiegano gli educatori – raccontando ai più giovani di noi dove sorgeva una balera in cui andavano a ballare, che ora non c'è più. O alla panetteria chiusa in cui facevano la spesa». (m.g.p.)