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di Andrea Di Stefano wMILANO «La fine del tunnel sta cominciando a illuminarsi. Noi e l'Europa siamo vicini alla fine del tunnel». L'ottimismo di Mario Monti, consolidato dall'esito dell'incontro con il presidente francese, Francoise Hollande, è stato raffreddato nel pomeriggio di ieri dall'ennesimo siluro tedesco. Non c'è alcun bisogno di concedere una licenza bancaria al fondo di salvataggio europeo Esm, le cui regole non prevedono la possibilità di rifinanziamento presso la Banca centrale europea: poche parole, rilasciate da fonti del ministero delle Finanze tedesco all'agenzia Bloomberg, sono state sufficienti a produrre una vera e propria gelata. Le Borse europee, in attesa delle mosse della Federal Reserve (oggi) e della Banca centrale europea (giovedì), hanno girato repentinamente in negativo dopo un'apertura piatta e soprattutto hanno depresso gli spread che sono tornati a salire. Alla fine la peggiore tra le piazze europee è stata Bruxelles (-1,77%), seguita da Londra (-0,99%), Madrid (-0,94%), Parigi (-0,87%) e Milano (-0,62%) che è arrivata a perdere oltre un punto e mezzo sulla spinta negativa della Fiat (rinviata per eccesso di ribasso e finita poi a -4%) e dei bancari. Più contenute le perdite di Francoforte (-0,16%) mentre il differenziale BTp-Bund che era sceso sotto i 460 punti, ha chiuso a quota 480 punti e quello dei Bonos spagnoli è tornato a 546, dopo aver toccato un minimo di 521. Viceversa proprio ieri il fondo salva-Stati Efsf ha piazzato sul mercato 1,48 miliardi di euro di bond a tre anni con un rendimento dello 0,54%, in netto ribasso rispetto all'emissione precedente (1,162% nell'asta del 24 maggio scorso). Segno esplicito e inequivocabile che le tensioni non sono finite e non finiranno se alle parole forti, usate ieri ancora una volta da Hollande e Monti, non faranno seguito atti concreti da parte della Bce e dei fondi Salva-Stati. Si avvicina la riunione del comitato della Fed e poi del consiglio direttivo di Francoforte e crescono le incertezze sui reali strumenti che le due banche centrali possono mettere in campo per sostenere una l'economia statunitense e l'altra la stabilizzazione dell'euro. Da Parigi i segnali forti non sono mancati. «La Francia e l'Italia ribadiscono il proprio profondo attaccamento all'integrità della zona euro e sono determinate a fare di tutto per proteggerla», esordisce la dichiarazione congiunta ufficiale diramata dall'Eliseo. Hollande e Monti «si felicitano delle recenti dichiarazioni del Presidente della Banca Centrale Europea. Diversi Paesi della zona euro devono oggi rifinanziarsi a tassi di interesse troppo elevati, malgrado stiano portando avanti le difficili ma necessarie riforme economiche». Il presidente francese in conferenza stampa ha poi rincarato il senso della dichiarazione ufficiale: «Gli Stati membri, così come le istituzioni europee, ciascuno secondo le proprie prerogative, debbono assolvere ai propri obblighi al fine di mantenere la stabilità e il buon funzionamento della zona euro e del mercato interno europeo», ha osservato Hollande, aggiungendo che la «qualità» delle relazioni tra Italia e Francia «è un elemento molto importante per regolare le questioni che sono di nostra responsabilità, nei giorni a venire, per rafforzare e consolidare la zona euro». «Condivido parola per parola quello che ha detto il presidente Hollande circa il graduale schiarirsi delle prospettive di stabilità dell'Eurozona» ha detto Monti, alla fine dell'incontro con il presidente francese. A dicembre a Lione si terrà un nuovo vertice bilaterale tra Italia e Francia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA