Trivi rientra da assessore al commercio
di Fabrizio Merli w PAVIA L'ufficialità è arrivata ieri sera intorno alle 19: Pietro Trivi riprende, in giunta, il posto che Alessandro Cattaneo gli aveva assegnato nel 2009. Torna ad essere assessore con delega al commercio, rioccupando la poltrona che, per due anni, era stata assegnata a Sandro Bruni. Il sindaco Cattaneo ha mantenuto l'impegno che si era preso nel 2010, in quella che probabilmente è stata la fase più oscura e difficile della sua legislatura. Dopo gli arresti per 'ndrangheta del 13 luglio 2010, infatti, il nome di Trivi era emerso dalle intercettazioni. A suo carico, l'accusa di avere pagato per comprare dei voti alle elezioni comunali. L'avvocato aveva fatto un passo indietro, riconsegnando le deleghe al sindaco. Poi due differenti gradi di giudizio, a Pavia e a Milano, hanno appurato che quelle accuse erano prive di fondamento. Così, dopo avere spazzato i dubbi sulla propria onorabilità, Pietro Trivi rientra a pieno titolo nella politica cittadina. Assessore Trivi, da dove ricomincia? «Dal lavoro egregio svolto, in questi due anni, dall'amministrazione Cattaneo». Tra i primi problemi, dovrà affrontare il tema-movida. Idee in proposito? «In realtà non ho mai abbandonato la politica e ho partecipato agli incontri svolti dall'assessore Galandra e dal dirigente Giurato. Gli interventi svolti sino ad ora sono stati effettuati in base a un'emergenza e non poteva essere altrimenti. Forse occorre puntare maggiormente sulla prevenzione, insieme alle varie categorie». Lei torna in giunta in un momento in cui le divisioni, all'interno del Pdl, si fanno sentire anche a Pavia. «Tutti sanno che al congresso provinciale ero schierato per l'elezione di Marco Bellaviti e, anzi, devo ringraziare il sindaco Cattaneo e l'onorevole Abelli perchè mi hanno sempre sostenuto. Detto questo, siamo usciti divisi in due schieramenti, ma da un congresso "vero". Penso che l'obbiettivo di tutti sia l'armonia». Nel frattempo il suo sindaco è diventato un formattatore. Lei che fa, sta con i giovani che pretendono un cambiamento o con il vecchio apparato di partito? «Non è questione di vecchio e nuovo, ma di persone disposte a impegnarsi. Al di là delle definizioni, ciò che conta realmente è impegnarsi per la politica e per la città». E lei quale idea di città riporta in questa giunta? «Rientro con lo stesso entusiasmo che avevo all'inizio, con lo stesso impegno che ho messo in un anno e ho avuto la sfortuna (o fortuna) di illustrare pubblicamente. Da assessore al commercio mi piacerebbe proseguire nel percorso mirato a trasformare il centro di Pavia in un centro commerciale naturale. Ho visitato altre città che ci sono riuscite. Noi abbiamo avviato un percorso con il Distretto urbano del commercio, proseguirò su quella strada». Nel frattempo si continua a parlare di grossi centri commerciali a poca distanza da Pavia. «Sono assolutamente contro. Stare fuori per due anni ti consente di vedere tutto con gli occhi dei cittadini». E lei cosa ha visto? «Ad esempio, persone soddisfatte perchè, a causa di lavori davanti ai negozi, i bus non passavano in corso Cavour e Strada Nuova. La gente si lamenta del traffico eccessivo in centro. È una cosa da valutare».