Un giubbino galeotto rovina la rivincita dell'azzurro Baldini

di Maurizio Di Giangiacomo Un altro torto per Andrea Baldini. A un solo passo da una medaglia di bronzo che avrebbe costituito il riscatto perfetto dopo la sospettissima esclusione per doping arrivata alla vigilia di Pechino 2008, nella finalina il livornese dell'Aeronautica si è trovato di fronte il coreano Choi che indossava un giubbino elettrico difettoso. L'azzurro ha subito segnalato alla giuria di avere l'impressione che qualcosa non funzionasse, ma questa ha atteso quasi metà incontro prima di intimare all'asiatico di sostituire il giubbino difettoso. A quel punto Baldini aveva già perso tre, quattro stoccate buone e Choi era ampiamente in vantaggio. Andrea ha lottato ed è riuscito ad arrivare fino al 14-14, ma il coreano lo ha freddato all'ultimo assalto. Si è conclusa così senza medaglie per l'Italia una delle gare alle quali più puntavamo fin dalla vigilia dei Giochi. Al terzetto schierato dal ct azzurro è andato tutto liscio (o quasi) fino ai quarti di finale. In realtà le certezze di Valerio Aspromonte e soprattutto quelle di Andrea Cassarà – arrivato ai Giochi come campione del mondo in carica e numero 1 del ranking – avevano già cominciato a scricchiolare. Il 25enne romano aveva infatti sofferto fin da subito, anche nel match dei 32esimi di finale che lo aveva visto opposto al romeno Daraban: sotto 0-5, era riuscito a spuntarla 15-11. Poi però era arrivata la vittoria, abbastanza netta, sul tedesco Bachmann (15-10) che faceva ben sperare per il quarto di finale con Sheng Lei. Che – invece – è risultato facile appannaggio del cinese. Altrettanto accidentato il cammino del campione del mondo Cassarà: dopo il facile esordio con il tunisino Samandi (15-7), il tabellone lo opponeva a un osso duro quale il giapponese Ota, assieme agli azzurri tra i favoriti per una medaglia. L'azzurro, infatti, l'ha spuntata 15-14 solo all'extratime. Ma forse è stata proprio quella fatica supplementare a costargli cara, con la successiva eliminazione per mano dell'egiziano Abouelkassem, altro bruttissimo cliente: 15-10 per il nordafricano, con il nostro a recriminare per i 10 minuti di riposo che la giuria gli avrebbe negato tra ottavo e quarto di finale. Liscia come l'olio, invece, la marcia di Baldini fino alla semifinale: netto il 15-6 ai danni del giapponese Miyake ai 32esimi, così come il 15-9 sull'americano Imboden agli ottavi e il 15-5 sul russo Cheremisinov al quarti. Cassarà e Aspromonte – numero 1 e numero 2 del ranking mondiale – fuori, Baldini in semifinale. Roba che ti viene quasi da pensare che il ct Cerioni, che ha preferito il livornese – numero 14 – all'altro fiorettiesta azzurro Giorgio Avola – numero 3, farà solo la gara a squadre – sia un genio. La faccenda, però, s'è complicata in semifinale, quando Baldini ha capito quanto è affilato il fioretto di Lei, già carnefice di Aspromonte: due manche di grande sofferenza, con il cinese padrone della pedana e il nostro, generosissimo ma in soggezione, in grado di azzeccare solo qualche parata e risposta: 15-11 e speranze di medaglie ridotte al bronzo. Poi la finalina con il coreano Choi e l'amaro epilogo. L'oro è andato al cinese Lei, storico argento per l'egiziano Abouelkassem. ©RIPRODUZIONE RISERVATA