«Maugeri, il raddoppio va avanti»
Un centinaio di terapisti, 180 infermieri, una ventina di portantini, più il personale degli ambulatori. Due reparti per le malattie polmonari, due di cardiologia, altrettanti per i neurolesi per un totale di 262 posti di degenza ordinaria. Il raddoppio della riabilitazione è fermo. Al progetto il permesso a costruire è arrivato il 29 marzo, ma da allora i lavori non sono ancora partiti. Della nuova ala alta 4 piani che dovrebbe sorgere accanto alla villa che ospita la clinica non c'è neppure la prima pietra. I vertici della Fondazione si sono comunque detti intenzionati a proseguire. Ma molto dipende dai conti. In particolare da quei 17 milioni di euro che le deve la Regione Campania per circa dieci anni di prestazioni mai incassate. Se entreranno o meno si saprà in ottobre. di Simona Bombonato w MONTESCANO «Non ridurranno i costi delle retribuzioni, nemmeno quelli delle prestazioni, nè i posti letto, nè i costi del personale dipendente. E andranno avanti con il progetto di ampliamento della clinica, mi sento di rassicurare i lavoratori». Secondo Gilberto Creston, segretario generale Fp Cgil Pavia, il recente incontro con il presidente Aldo Maugeri e il direttore generale Enrico Paggi, ha posto sostanziali garanzie sui nodi cruciali di cui ieri, nella sala convegni al piano terra della clinica di Montescano, i dipendenti hanno chiesto conto alla luce della bufera giudiziaria che ha travolto la Fondazione Maugeri. Quasi due ore di assemblea con i diretti interessati – una settantina i lavoratori presenti – a rigorose porte chiuse durante le quali Cgil e Usb Lombardia hanno fatto il punto sul futuro della clinica alla luce del faccia a faccia con il cda avvenuto nella giornata di venerdì. Domani, alle 14, si replica alla Maugeri di Pavia. Creston ha parlato di garanzie sugli stipendi, i posti di lavoro (400 solo a Montescano), i servizi e i posti letto (262 accreditati), spiegando che non ci saranno tagli. E con ciò sgomberando il campo dalle voci insistenti che tratteggiano ben altri tipi di scenari. «Sembra che i lavoratori abbiano apprezzato anche questo nuovo corso del cda – ha precisato Creston – questa maggiore trasparenza nel gestire una fase tanto delicata. Timori ne restano finchè questa situazione non sarà superata, ovvio, e infatti continueremo a monitorare. Però mi sento di dire che purtroppo ciò che è accaduto alla Maugeri è successo in un momento di forte criticità per tutta la Sanità lombarda, con ripercussioni conseguentemente molto più importanti. Certo è che il management ha escluso tagli di personale dipendente, di prestazioni e di retribuzioni. Ora aspettiamo di visionare i bilanci e il business plan: li abbiamo chiesti e non ce li hanno negati». Dipinte sulle facce dei settanta che ieri hanno voluto esserci c'era però l'espressione tipica di chi tanto sereno non è. Prima dell'assemblea il clima è parso di forte preoccupazione. Del resto 90 milioni di buco in bilancio e 17 milioni di euro in prestazioni mai incassate dalla Regione Campania in quasi dieci anni sono enormità che alimentano timori e anche voci di possibili chiusure, ieri di nuovo smentite dai sindacati. Tra i lavoratori nessuna voglia di parlare. E chi lo ha fatto ha tenuto a ribadire la «grande fiducia in un'azienda che ci è sempre venuta incontro, e io ci lavoro da più di 30 anni – ha spiegato un dipendente dietro anonimato – Questo momento passerà». Per voce del segretario regionale Gianfranco Bignamini, invece, Usb ha usato parole non altrettanto rassicuranti: «Non è il momento di alzare il tono – ha premesso – Ma sono molto preoccupato. Ci sono pesantezze economiche nei conti che mi fanno dubitare della tenuta della Fondazione. Chiedo a Pavia di istituire un tavolo di monitoraggio continuo: qui disarma il silenzio assordante di politica e istituzioni».