Accusati di reati mafiosi In libertà dopo 13 mesi

A breve in città potrebbe essere realizata una struttura per aiutare i malati dismessi dall'ospedale L'annuncio è stato dato dal sindaco Massimo Berutti in risposta ad un'interrogazione presentata dal consigliere del gruppo misto Maria Cristina Ottone: «A partire dall'ottobre scorso – ha detto il sindaco di Tortona – la continuità assistenziale sul territorio tortonese ha subito un processo di revisione e di ottimizzazione da parte dell'Asl che ha comportato una diminuzione del ricorso al ricovero temporaneo nelle case di riposo, sono stati presi accordi con la Direzione Generale che si sta movendo per individuare le strutture di cura intermedie». TORTONA Sono stati scarcerati i tre tortonesi accusati, insieme ad altre 4 persone di aver dato vita ad una cellula della n'drangheta in provincia di Alessandria. Si tratta di Romeo Rea, 49 anni residente a Tortona, Domenico Persico di 62 anni ed Antonio Maiolo di 71 entrambi residenti a Sale, che il 21 giugno del 2011 erano finiti in manette insieme a Bruno Pronestì, di 62 anni e Francesco Guerrisi di 35 entrambi residenti a Boscomarengo, Sergio Romeo 47 anni residente a Pozzolo Formigaro, nonché Giuseppe Caridi, 54 anni residente ad Alessandria, dove rivestiva il ruolo di consigliere comunale per il Popolo delle libertà. La scarcerazione è avvenuta ieri un po' a sorpresa. A confermare la notizia è l'avvocato Sara Bressani di Voghera, che difende Persico: «Il giudice dell'udienza preliminare- dice il legale - ha dunque ritenuto che non sussistono più esigenze cautelari a carico degli imputati cioè il rischio di fuga, di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato, anche se le motivazioni le leggeremo presto. Al processo che è in corso avevamo chiesto l'assoluzione per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso perché secondo noi non esistevano i presupposti in quando non sono stati rilevati metodi mafiosi». Il processo a carico degli imputati è in corso di svolgimento a Torino con rito abbreviato. Venerdì si sono concluse le arringhe ed era già stata fissata l'udienza conclusiva. «A dire il vero - riprende l'avvocato vogherese - la scarcerazione ci ha un po' sorpreso perché ce l'aspettavamo per il 5 ottobre, data dell'ultima udienza, invece è avvenuta adesso, con tre mesi di anticipo e questo non può che farci piacere». I tre tortonesi così come gli altri 4 alessandrini si trovavano tutti agli arresti domiciliari e adesso, anche prima della sentenza, saranno liberi di uscire dalle proprie abitazioni. L'arresto di questa presunta cellula della n'drangheta nel basso Piemonte a suo tempo fece molto scalpore soprattutto per la presenza di un consigliere comunale di Alessandria. Angelo Bottiroli