Due arresti sei mesi dopo l'omicidio

di Adriano Agatti wPAVIA Una «guerra» tra albanesi e calabresi per lo spaccio di cocaina nella zona di Casorate. E' da inquadrare in questo contesto l'omicidio di Sali Kutelli, l'albanese di 40 anni «freddato» con diversi colpi di pistola in via Papa Giovanni XXIII a due passi dall'oratorio. I carabinieri ieri mattina hanno arrestato i presunti responsabili. Giuseppe Trimboli, 28 anni, abitante a Casorate in via Battisti era già in carcere per altri reati. Secondo gli investigatori sarebbe l'esecutore materiale dell'omicidio. Il presunto complice, Alessandro Notarangelo, 38 anni, di Casorate, è stato bloccato nella sua abitazione di via Dall'Orto. Secondo l'accusa, la sera del 14 gennaio sarebbe stato l'autista dell'amico. La pistola usata per ammazzare l'albanese non è stata recuperata. Nell'abitazione di Giuseppe Trimboli era stata trovata (al momento del primo arresto avvenuto nel mese di aprile) una Beretta calibro 7.65 che non è risultata compatibile con quella usata per l'omicidio. Le indagini erano state affidate ai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Pavia, coordinati dal tenente colonnello Giancarlo Sangiuliano. All'inizio era stata seguita la pista della prostituzione. Ma, ben presto, gli investigatori hanno spostato il tiro verso lo spaccio di cocaina. Nel corso degli interrogatori degli amici e dei parenti della vittima (Sali Kutelli era ospite dalla sorella) ere emersa la pista della droga. Un traffico pericoloso a Casorate perchè, sempre secondo l'accusa, i calabresi da tempo gestivano l'affare. L'ingresso nel mercato dell'albanese non è stato gradito. E Giuseppe Trimboli è passato all'azione. Il giovane, legato da vincoli di parentela con cosche molto importanti della locride, ha atteso il rivale sotto casa e l'ha ammazzato. Sali Kutelli non era armato e aveva cercato disperatamente di sfuggire al killer che l'aveva inseguito per alcuni metri. Gli investigatori dell'arma sono risaliti al nome di Giuseppe Trimboli e, il 13 aprile, durante una perquisizione gli hanno trovato in casa 160 grammi di cocaina, una pistola e otto proiettili. Era scattato l'arresto ma, nel frattempo, erano proseguite le indagini anche per l'omicidio. Era chiaro lo stretto collegamento tra la cocaina e i colpi di pistola del 14 gennaio. Nel corso di alcune intercettazioni telefoniche sono emersi altri indizi e i carabinieri sono risaliti anche a Alessandro Notarangelo. Un uomo certamente non legato direttamente ad associazioni mafiose ma amico del Trimboli. Il sostituto procuratore Paolo Mazza, che ha seguito l'inchiesta con il procuratore capo Gustavo Cioppa, ha chiesto gli ordini di custodia. I provvedimenti sono stati firmati e eseguiti. «E' un momento molto importante – spiega il colonnello Ernesto Di Gregorio, comandante provinciale dei carabinieri – nel contrasto al traffico di cocaina nella zona di Casorate».