Malvestito, tre offerte per tornare in serie A

di Pier Angelo Vincenzi w BARBIANELLO Una prima stagione in A1 particolarmente travagliata, quella del centrale oltrepadano Serena Malvestito. L'anno scorso la giocatrice di scuola Riso Scotti ha infatti esordito con la maglia di Conegliano Veneto, quindi in gennaio, dopo il fallimento della società del Nord Est, ha accettato l'offerta di Piacenza con cui ha chiuso il campionato. Con Conegliano Serena, insieme con le sue ex compagne di squadra, è in causa per gli ingaggi non pagati: «Io non ho percepito un solo stipendio, da settembre 2011 a gennaio 2012, zero», spiega Serena che non nasconde sentimenti legittimi come la delusione e il disappunto per l'esperienza a Conegliano: «Non è stato per niente piacevole – dice ancora la 24enne di Barbianello – sono stata costretta a farmi aiutare da mio padre. D'altronde la società non pagava, non ha mai corriposto quanto dovuto ed è infine fallita. Dubito fortemente che riusciremo ad avere ciò che ci spetta». Una vicenda comunque chiusa, almeno nella mente di Serena. Che sta vagliando le proposte di tre società sia di A1 che di A2: «Ma uno dei criteri che mi ispirerà nella scelta – spiega il centrale ex Piacenza – sarà la distanza. Voglio restare vicina a casa: perché la laurea, sono iscritta a economia e commercio a Pavia, a questo punto della mia vita è una priorità. Pertanto, a parità di ingaggio, sceglierò il posto meno lontano da casa». Certo il mercato è quello che è. «La crisi ha impattato violentemente sul mondo del volley di serie A, gli ingaggi sono stati ridotti del 50 per cento con conseguente fuga delle giocatrici più forti all'estero. Chi avrebbe immaginato, solo fino a poco tempo fa, il ridimensionamento di società di prima fascia come Bergamo? Chi può, va a giocare in Russia e in Polonia, dove offrono cifre impossibili per l'Italia. Il sistema italiano, a causa della recessione, si è incartato su stesso, da due anni è così. Speriamo che questa situazione finisca, per il bene del movimento. Perché questa incertezza non giova a nessuno. La mancanza di risorse economiche rischia di mandare in crisi la pallavolo italiana che infatti, in questi anni, ha perso tante campionesse». Conclude l'oltrepadana doc: «Paradossalmente, chi deve ancora imporsi risente meno del problema della decurtazione degli ingaggi: sono già così bassi da non poter essere ulteriormente ritoccati».