Impresa della judoka Rosalba Forciniti conquista il bronzo
La medaglia che non ti aspetti ce la regala Rosalba Forciniti nello judo, bionda calabrese di Cosenza, nella categoria sotto i 52 chilogrammi. È bronzo per la piccola, forte e tenace atleta azzurra, che non figurava tra le favorite, ma è riuscita ad arrivare alla finale per il terzo posto e a battere la lussemburghese Marie Muller. Il duello era finito in parità, e allora sono stati i giudici a decidere e hanno assegnato senza indugi la vittoria a Rosalba, che ha potuto saltare sul tatami e lanciare baci in tribuna ai genitori, urlando un «I love you papi», al genitore che maggiormente l'ha incoraggiata e seguita in questi anni di carriera fatta di tanti successi. Ma prima d'ora Rosalba Forciniti, 26 anni, carabiniere e un passato anche nella ginnastica artistica (sport amato dalla madre), le Olimpiadi le aveva viste solo in tv. Ieri ha voluto far sua la scena, protagonista anche dopo i combattimenti, quando ha potuto esprimere tutta la sua gioia mostrando anche una maglietta alle telecamere con su scritto «le buone ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno... a Londra». Determinata quanto estroversa ed effervescente, scherza e saluta anche durante la premiazione, e poi sorprende tutti quando dice che «queste saranno le mie prime e ultime Olimpiadi. Nella vita voglio fare anche altro, ma poi forse alla fine cambio idea». E butta lì una possibile carriera nell'Arma, oppure la tv (il sogno di molti atleti) quando le chiedono se parteciperebbe a un programma televisivo: «Ma sì, perché no, ma poi magari alla fine cambio idea. Per ora studio scienze politiche e vado in vacanza in America. Poi vedremo, ne riparleremo a settembre». Sì ne riparleremo, anche perché ora è il momento di festeggiare e Rosalba è un fiume in piena: «Non ci credo ancora, l'ho sempre sognato.Ma si dice volere è potere no? Volevo salire sul tatami ed essere felice. Ho iniziato a fare judo da bambina ma mia madre non voleva perché già ero un maschiaccio e diceva che così peggioravo la situazione. Poi ho insistito con mio padre, e ora eccomi qui». Rosalba già a 15 anni si è trasferita da Longobucco, piccolo centro in provincia di Cosenza, a Roma per frequentare il Centro federale. «Dedico questo bronzo a mio padre Domenico, lui sa il perché. Ed è a lui che la regalerò». Poi vuole precisare: «Sul tatami è vero, sono un maschiaccio, ma fuori sono una donna che ama lo shopping e cucinare, e ora fatemi andare via che mi aspetta la famiglia, con mamma, papà, zii, sorelle e il mio fidanzato». Il ct Felice Mariani non commenta i propositi futuri della sua atleta, e la descrive così: «Rosalba è sempre stato un grande talento, doveva solo conquistare più fiducia in se stessa, è una forte, ma davvero!». «Determinata e un po' folle, una campionessa» la definisce scherzosamente un rappresentante dello staff azzurro. Mariani ha invece ancora sul collo le vene gonfie per la tensione e la voce roca: «Abbiamo dimostrato che ormai siamo tra le nazioni leader nel judo a livello internazionale. Dopo il Giappone tecnicamente veniamo noi». E intanto si gode questo successo, aspettando la prova dell'altra judoka, molto attesa, Giulia Quintavalle. (p.ca.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA