Intesa ad Atene sulle misure di austerity
I leader politici greci hanno trovato un'intesa sulla maggior parte delle ulteriori misure di austerità richieste dai creditori esteri. La ricetta include, secondo alcune fonti, una ulteriore stretta sulle pensioni e nuovi tagli alle retribuzioni per reperire il miliardo e mezzo di euro mancante al governo di Atene. La missione della troika (Bce, Ue, Fmi) per ora non lascerà il paese. «Vogliamo restare qui finchè il piano non sarà finalizzato», ha precisato il capo missione del Fondo monetario Poul Thomsen, incontrando il ministro delle Finanze. Venendo al dettaglio delle proposte per trovare il miliardo e mezzo mancante - su un totale di 11,5 miliardi - i media ellenici nei giorni scorsi hanno riferito di tagli alle spese, agli ammortizzatori sociali, di un tetto alle pensioni, di riduzione delle esenzioni fiscali e degli stipendi pubblici, nonchè di un innalzamento dell'età pensionabile. Nei giorni scorsi la Commissione Ue aveva dato un via libera preliminare agli aiuti che le autorità greche hanno concesso a cinque banche in difficoltà finanziaria. Atene ha concesso aiuti a fondo perduto pari a 1.7 miliardi di euro alla banca Proton per facilitarne le procedure di fallimento e la creazione della nuova entità chiamata Nea Proton. La Grecia ha inoltre autorizzato prestiti ponte per un totale di 18 miliardi di euro alla Banca nazionale di Grecia, all'Alpha Bank, alla banca del Pireo e alla EFG Eurobank. La Commissione ha autorizzato queste operazioni «con riserva».