Ecco il toto-province «Lodi preferirebbe passare a Cremona»

PAVIA In attesa che il Governo prenda una decisione definitiva, c'è spazio anche per il «toto-province», a metà tra il gioco estivo e la previsione politica. Vittorio Poma (al centro nella foto), presidente del Consiglio provinciale, azzarda qualche previsione, consapevole della finalità "ludica" dell'esercizio. «Milano, Bergamo, Brescia e Pavia – spiega – sono le unioche province che, al momento, non verranno toccate. Gli accorpamenti riguarderanno le altre. Lodi, più orientata verso Cremona che verso di noi, potrebbe confluire in una maxi provincia "virgiliana" insieme ovviamente a Mantova. Allo stesso modo, Lecco, Como e Varese potrebbero creare una provincia dell'"Insubria", considerato che Lecco e Como, da sole, non avrebbero i numeri per continuare a esistere. E a questo terzetto si potrebbe aggiungere Monza e Brianza, visto che Milano si trasformerà in un'area metropolitana». Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda Sondrio. «Essendo una provincia montana per la maggior parte della propria estensione, potrebbe sopravvivere, esattamente come si pensa di fare per Belluno». Poma ha appena partecipato a un incontro tra i presidenti delle province di Lodi, Cremona, Mantova e Pavia. «Ho avuto la percezione – racconta – che i lodigiani siano più propensi alla fusione con Cremona che non con Pavia. A noi, casomai, potrebbero essere ricondotti Comuni di frontiera, come Motta Visconti, Binasco o Lacchiarella, che oggi sono in provincia di Milano ma, gravitano di più sul nostro territorio». Le previsioni, ovviamente, sono solo una sorta di «Risiko» delle province. Nella realtà, i problemi sono ancora tantissimi. Uno per tutti: «In caso di accorpamento, si dovrà andare a nuove elezioni». (f.m.)