Merkel-Hollande: «Tutto per salvare l'eurozona»
di Andrea Di Stefano wMILANO Ricalcando le parole usate giovedì dal presidente della Bce Mario Draghi, il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno dichiarato ieri di essere "pronti a tutto" per preservare l'euro. L'importante presa di posizione dei due leader, comunicata alla stampa dal portavoce della Merkel al termine della consultazione telefonica tra i due leader, conferma la sostanziale svolta in corso ai vertici della Ue che ieri ha permesso ai mercati di consolidare il rimbalzo (anche grazie al buon andamento del Pil Usa) e il contestuale arretramento degli spread. La migliore ieri è stata ancora una volta Madrid (+3,91%), nonostante i nuovi allarmi di Fmi sulle possibilità difficoltà di accesso ai mercati da parte del paese iberico, seguita da Piazza Affari a +2,92% (con la Consob che proroga al 14 settembre il divieto di vendita allo scoperto), Parigi (+2,28%), Francoforte (+1,62%) e Londra (+0,67%). Indubbiamente un contributo non irrilevante ai nuovi risultati positivi è arrivato dal Pil Usa in crescita dell'1,5% nell'ultimo trimestre, meglio delle previsioni degli analisti. Spread ancora in calo con i BTp che hanno chiuso a 459 punti menre i Bonos si sono attestati a 536. Già in mattinata il Tesoro italiano aveva collocato Bot a sei mesi per 8,5 miliardi di euro, il target massimo previsto, registrando un calo di mezzo punto dei tassi, al 2,454% dal 2,957% di giugno, con una domanda pari a 13,7 miliardi e ancora più rilevante era risultata la richiesta per i Ctz maggio 2012. Le affermazioni del comunicato congiunto della cancelleria tedesca e dell'Eliseo ieri sono state interpretate in modo univoco: Francia e Germania sono «determinate a fare ogni cosa per proteggere la zona euro. Per questo - si legge nella nota - gli Stati membri, così come le istituzioni europee, devono assumersi le loro responsabilità per le rispettive competenze». Come è accaduto altre decine di volte negli ultimi tre anni, in realtà non c'è unanimità sulle scelte da fare ma per la prima volta la Bundesbank, che ieri mattina aveva ribadito l'altolà al presidente della Bce Mario Draghi, è stata smentita dal ministro delle finanze di Berlino, Wolfgang Schäuble. Schaeuble ha «salutato con favore la recente dichiarazione» di Draghi, che «nel rispetto dell'attuale mandato della Bce» assicura di voler fare «tutto il necessario per mettere in sicurezza l'euro». Ieri a sorpresa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Londra per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi ha incontrato Draghi. Una fonte del Quirinale ha confermato che «non è stato un lungo colloquio ma hanno comunque parlato dei problemi finanziari ed economici del momento». La situazione non è, infatti, per nulla risolta come confermato ieri dal Fmi che ha ribadito che le tensioni sul debito spagnolo e sugli istituti di credito potrebbero intensificarsi e minacciare l'accesso del Paese ai mercati ed è quindi indispensabile un intervento della Bce. Francoforte si starebbe preparando ad un piano «concertato con gli Stati Ue per limitare l'aumento dei tassi d'interesse di Spagna e Italia» secondo quanto scrive Le Monde. Il piano è mirato all'acquisto dei titoli del debito italiano e spagnolo sul mercato secondario da parte dell'Efsf nelle prossime settimane, seguiti da acquisti sul primario da parte dell'Esm. ©RIPRODUZIONE RISERVATA