Una serata per San Bovo tra musica, storia e leggenda

VAL DI NIZZA La presentazione del libro "San Bovo - uomo di guerra, uomo di Dio", scritto da Daniele Salerno, e un commento musicale ispirato ad alcuni testi medievali, curato da Giorgio Macellari, il cui ultimo lavoro discografico ("Fricandò - L'amore ai tempi della letteratura") è caratterizzato proprio da uno stretto connubio fra diversi stilemi musicali e liriche dei trovatori: questo il contenuto della serata in programma a Poggio Ferrato, nella corte dell'Agriturismo Gattone, grazie all'organizzazione dell'associazione culturale "Amici di Poggioferrato", con il patrocinio del comune di Val di Nizza. Daniele Salerno (insegnante, giornalista e scrittore) proporrà una lettura della sua ultima opera - edita da Guardamagna Editore - che riguarda appunto le storie e le leggende relative all'incredibile vicenda di San Bovo, patrono di Voghera e protettore dell'Oltrepo. Giorgio Macellari si occuperà del commento musicale, presentando tre liriche provenzali: "L'amore di lontano" (di Jaufré Rudel), "Come il ramo dello spino" (di Guglielmo IX d'Aquitania) e "Il sire e la villana" (di Marcabruno). "L'amore di lontano" tratta uno dei temi più classici dell'amore, non solo nella poesia provenzale: la lontananza. "Come il ramo dello spino" è una sorta di sigla di uno dei due rami in cui si divise la famiglia Malaspina: mentre lo Spino secco si trasferiva in Lunigiana, lo Spino fiorito rimase allora in Oltrepo, proprio a Oramala ("corte d'amore", secondo la suggestiva definizione dello storico Guido Guagnini), dove trovarono ospitalità trovatori provenzali di fama europea: Raimbaut de Vaqueiras, Aimeric de Peguilhan, Guilhem de la Tor, Albert de Sisteron e altri. "Il sire e la villana", invece, è la storia dell'incontro fra un cavaliere e una villana, cioè una contadina, così bella da essere definita "cortese": ciononostante, ella dà il benservito al cavaliere con una forza d'animo degna di una femminista ante/litteram. Jaufré Rudel, Guglielmo IX d'Aquitania e Marcabruno erano poeti trovatori: nel XII secolo frequentarono la corte dei Malaspina a Oramala, dove l'associazione "Spino Fiorito" ha contribuito a far nascere, nel 2010, un parco letterario. L'artista vogherese proporrà inoltre un brano inedito: una ballata ispirata a Sigerico, l'arcivescovo inglese che, nel 990, scrisse un diario sulle tappe del suo viaggio di ritorno da Roma alla natia Canterbury; un diario alla base della cosiddetta "Via Francigena". E, per finire, ci sarà un riferimento alla musica popolare, con una versione particolare della leggenda del "Moro Sarazin", interpretata da Giorgio Macellari e condita dalla dialettica di Daniele Salerno.