Sannazzaro, troppi debiti il Comune vende i palazzi

SANNAZZARO Tempi duri per i comuni e Sannazzaro decide di vendere i "gioielli" di famiglia. Lo farà mettendo all'asta (valutazione di 1,9 milioni di euro) l'ottocentesco palazzo Fugazza, sede dagli anni '70 della biblioteca e della Croce d'Oro; in vendita (per altri 190mila euro) gli appartamenti di Case Rossi. Il tutto per ripianare i debiti pregressi (fatture di fornitori non pagate da oltre quattro anni a questa parte per un totale di quasi 2 milioni) ed eludere i vincoli del patto di stabilità. La discussione sul bilancio 2012 (venerdì 3 agosto) sarà infuocata perchè, già oggi, la notizia delle vendite ha provocato pesanti critiche dal centrodestra. «Il buon padre di famiglia - dice il consigliere Silva Bellini – non vende, ma cerca di accumulare. Per mettere a posto i conti sarebbe bastato lavorare di fantasia, magari coinvolgendo l'Eni per la realizzazione di opere utili. Una volta sbloccato il patto di stabilità, si sarebbero pagati i debiti. E poi perché vendere un palazzo storico a vantaggio di quel "barcone" sottoutilizzato delle ex scuole di via Marconi?». Ed ancora: «Quando il sindaco parla di cattiva amministrazione è logico che si rivolga anche ai nostri pochi mesi di governo: siamo o non siamo avversari politici? Chieda ad almeno tre componenti la sua giunta attuale, perchè tanto sperpero precedente e tanto ritardo nei pagamenti. Maggi fa le pulci al centrodestra perchè fa parte del gioco. Ma si faccia illuminare dai suoi assessori su cosa accadeva allora». Il sindaco Giovanni Maggi ribatte: «Non mi stupisce che la minoranza di Bellini non condivida il piano di alienazione per far fronte a un debito abnorme nei confronti dei fornitori. E non è detto che ci si limiti a porre in vendita solo due immobili. E' probabile che, al fine di favorire la possibilità di trovare un compratore, si allarghi il ventaglio degli immobili cedibili». Maggi aggiunge: «La giunta di cui faceva parte Bellini ha dimostrato di non essersi minimamente resa conto di quale fosse la situazione del comune. In due anni è stata solo in grado di aumentare le spese e di ridurre le entrate. In particolare il provvedimento assurdo di abolizione dell'Irpef ha privato il Comune di un introito di quasi 300mila euro. E' ora di aprire gli occhi ai cittadini che, per anni, hanno subito inconsapevolmente danni da amministrazioni sconsiderate. Per poter sanare una situazione compromessa, anche per il patto di stabilità, si dovranno prendere provvedimenti drastici che potranno ripercuotersi anche sui servizi pubblici». Paolo Calvi